[30/05/2006] Rifiuti

Tredici arresti in Campania per traffico di rifiuti pericolosi

NAPOLI. Rifiuti pericolosi commercializzati come olii lubrificanti. Con questa accusa, la Guardia di Finanza di Napoli ha denunciato 87 persone e ha perquisito 48 aziende operanti tra Napoli e Caserta. Il traffico illegale avrebbe prodotto un giro d’affari di 25 milioni di euro. Nell’operazione denominata «Macchia d’olio» sono impegnati oltre 100 uomini.

Alla fine, gli arresti sono stati 13, numerosi i sequestri di impianti industriali nella provincia di Napoli, soprattutto nell’area di Afragola, per associazione per delinquere. Secondo una nota della Finanza, questo genere di attività, oltre a determinare considerevole vantaggio economico per chi le realizzava, procurava «un sicuro e diretto danno all’ambiente, in quanto reimmettevano nel circuito commerciale rifiuti pericolosi invece di avviarli al trattamento e smaltimento».

Il centro operativo dell’associazione, secondo quanto affermano le Fiamme gialle, è stato individuato in una società che aveva sede a Casandrino, in provincia di Napoli, e sequestrata nel 2003. Lì venivano miscelati, gestiti e poi venduti rifiuti speciali pericolosi, spacciati per olio lubrificante. Secondo gli investigatori, gli indagati utilizzavano documenti di trasporto non adatti alla gestione del materiale che trasportavano, sia per celarne la natura, sia per eludere la normativa sui rifiuti. Le indagini, durate alcuni anni, hanno evidenziato anche un traffico di olii provenienti dall’estero, soprattutto dalla Francia, in violazione delle norme sul pagamento delle accise, un giro di fatture false e di documenti per falsi rapporti di lavoro per la regolarizzazione degli stranieri.

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