[19/06/2006] Comunicati

La bozza di Prs convince di più i Comunisti italiani, meno i Verdi

FIRENZE. Il documento preliminare al Prs non aveva ottenuto troppi consensi da parte delle forze più radicali della sinistra: alla presentazione infatti si dovette registrare una preoccupante astensione da parte di Verdi, e Comunisti Italiani. A distanza di alcuni giorni dalla presentazione della bozza di Prs, abbiamo chiesto al consigliere regionale dei Verdi Fabio Roggiolani, se il suo giudizio è cambiato: «Per il momento non vedo sostanziali cambiamenti rispetto al primo documento – dice Roggiolani – ora di fatto si apre la fase di trattativa che dovrebbe consentirci di correggere diversi elementi strategici di concretezza che secondo noi oggi mancano: in particolare manca una svolta e una identificazione di chi deve fare cosa sul fronte dell’inquinamento nelle aree urbane, che ogni anno in Toscana fa 3000 morti, secondo la proiezione derivata dal dato nazionale della commissione europea e dall’Organizzazione mondiale della sanità».



Secondo Roggiolani poi, «nel Prs manca l’identificazione di finanziamenti e risorse per le autostrade del mare, visto che per adesso ci sono solo chiacchiere, e manca l’identificazione di chi dovrà procedere alla realizzazione della viabilità alternativa, come le strade romee, francigene, e le piste ciclabili, che consentirebbero finalmente una fruizione slow della Toscana».

L’analisi del Prs da parte di Fabio Roggiolani si conclude con una considerazione di carattere generale: «Ogni politica dovrà essere sottoposta ai costi sociali in termini ambientali e di bilancio esternalizzato. La battaglia è solo all’inizio e per questo invitiamo tutte le associazioni a inviarci le loro proposte di modifiche, che noi porteremo al tavolo di confronto regionale».



il capogruppo del Pdci al Consiglio regionale della Toscana Luciano Ghelli sottolinea invece che nella bozza di Prs «Ci sono alcune parti assolutamente condivisibili, soprattutto per l’analisi della situazione di crisi, resa evidente anche dai recenti dati diffusi da Irpet. Detto questo però c’è poi tutta una parte che riguarda i vari progetti che deve essere migliorata: mi pare per esempio che la parte in cui si dovrebbero proporre ricette per superare la precarizzazione del lavoro sia assolutamente deludente, senza alcuna proposta precisa. Noi comunque presenteremo le nostre proposte anche in consiglio per migliorare un documento su cui per il momento diamo un giudizio positivo».

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