[19/06/2006] Acqua

Il risanamento del fiume Elsa al centro di un seminario

POGGIBONSI (Siena). Integrazione delle politiche d’intervento dei diversi soggetti istituzionali e tecnici per il risanamento e la tutela della risorsa idrica a scala di un bacino idrografico come quello della Val d’Elsa. Questo il tema del convegno “Il Bacino dell’Elsa: dalla caratterizzazione della risorsa idrica all’integrazione delle politiche” che si è svolto qualche giorno fa a Poggibonsi organizzato da Arpat, dal Comune e dalla Fondazione Toscana Sostenibile che ha presentato una ricerca sull’argomento.

«Attraverso le nostre ricerche- dichiara il direttore della Fondazione Alessandro Lippi - vogliamo dare un contributo per una valutazione integrata sulle varie matrici e dare indicazioni anche sul coordinamento delle risorse. Inoltre il nostro è un lavoro di informazione ed educazione ambientale ma soprattutto di educazione della comunità».

«La ricerca che abbiamo condotto sul bacino dell’Elsa, lavoro che dovrà essere implementato alla luce delle ultime novità legislative come il decreto 152/06, è stata effettuata proprio con questi obiettivi- conclude Lippi - cercando di dare un contributo per abbreviare ritardi accumulati a volte a causa di indifferenze».

Concorda Luca Rugi sindaco di Poggibonsi: «A volte ad analisi tecniche approfondite non sono consequenziali scelte politico-operative sul territorio. Noi non possiamo che vedere di buon grado uno studio integrato sulla risorsa idrica in Val d’Elsa, risorsa dalla quale attingiamo la nostra acqua idropotabile e quindi auspichiamo che vi sia sempre maggior tutela e dove necessario si avviino politiche di risanamento. Inoltre - conclude il sindaco Rugi - in questo territorio molti anni fa con il consorzio interprovinciale per il risanamento del fiume Elsa fu condotto un programma coordinato di interventi finanziati che è stato un’esperienza ante litteram in merito all’integrazione delle politiche».

La ricerca è stata patrocinata dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena: «A noi arrivano molti progetti con richiesta di finanziamento- introduce Gabriello Mancini presidente della Fondazione Monte dei Paschi - li valutiamo in maniera più oggettiva possibile cercando di dare spazio a progetti originali e favorendo la progettualità “intelligente”. Questa è stata la base della scelta di questo studio importante per questa zona, per la Provincia e per tutto il bacino dell’Elsa. Inoltre - prosegue Mancini - noi pensiamo che la via giusta per le politiche integrate sia quella di collegare la qualità dell’ambiente allo sviluppo economico che porta come conseguenza ad una migliore qualità della vita: da questa ricerca ci pare che si possano trarre indicazioni in tal senso».

«Lo studio- introduce Simone Falorni segretario della Fondazione Toscana Sostenibile ed uno degli autori - parte da un lavoro fatto dieci anni fa da alcuni ricercatori che oggi collaborano con la Fondazione. Siamo quindi andati a vedere cosa è successo in questo periodo alla luce dei cambiamenti normativi ed anche culturali che ci sono stati. Abbiamo approfondito la matrice risorsa idrica per le interrelazioni innumerevoli che ci sono tra attività antropica e qualità della risorsa. Dove esiste una buona qualità delle acque sicuramente c’è un’antropizzazione del territorio sostenibile. Infine - conclude Falorni- abbiamo condotto la ricerca a scala di bacino proprio perché è la maglia ottimale per dare supporto alla programmazione e pianificazione territoriale».

Della stessa idea Giovanni Menduni segretario generale dell’Autorità di bacino dell’Arno che ha introdotto la tavola rotonda «ci sono degli studi recenti definiti teoria generale dei bacini idrografici, che appunto definiscono il bacino come il supporto ideale per un modello di sviluppo socio economico. Per questo motivo - conclude Menduni - la ricerca svolta dalla Fondazione Toscana Sostenibile ha un taglio decisamente promettente».

(Nella foto: il fiume Elsa nel tratto delle Ferriere)

Torna all'archivio