[19/06/2006] Rifiuti

Fabbri: «L’emergenza non si risolve spacciando gli inceneritori come recupero di energia»

PORTOFERRAIO (Livorno). Fabrizio Fabbri, già direttore scientifico di Greenpeace ed oggi chiamato al ministero dell’ambiente da Pecoraro Scanio, ha voluto affrontare nel convegno elbano dei Verdi europei il tema dell’energia nelle isole minori, con un occhio anche alle questioni nazionali. «La questione energetica – ha detto Fabbri – assume nelle isole una connotazione particolare, con grandi possibilità di sfruttare il solare nel periodo estivo e l´eolico ed il minieolico in inverno».

Poi il rappresentante del ministero è passato ad un altro tema scottante: «L’emergenza rifiuti non si risolve facendo inceneritori e spacciando questo per recupero di energia. I cosiddetti termovalorizzatori non sono assolutamente impianti di produzione energetica, anche se qualcuno vorrebbe spacciarli come tali. Dai rifiuti si può, sì, trarre energia, ma dalla frazione organica, attraverso batteri e produzione di gas metano, da utilizzare in centraline di produzione diffusa e piccole pompe a scambio di calore per la produzione di freddo estivo. Così non solo si produce energia, ma si toglie dal ciclo dei rifiuti il 30-40% costituito dalla materia umida. Nelle isole – ha concluso – le soluzioni devono essere particolarmente aggressive, a partire dall’uso di materiali gestibili e dal non ingresso di imballaggi poco gestibili. Bisogna quindi pensare a ridurre a monte la produzione dei rifiuti».

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