[20/06/2006] Rifiuti

D´Angelis: «Il Prs va corretto in un´ottica di area vasta»

FIRENZE. La bozza di Prs presentata dal governatore Martini alcune settimane fa, è entrata ora nella fase di consultazione che dovrà poi portare all’adozione definitiva del piano. Tra le pagine della bozza è però evidente, ad oggi, una notevole discrepanza di metodo per quanto riguarda il modo di affrontare il sistema della gestione dei rifiuti: mentre nel Prs si dice sostanzialmente che è necessario seguire quanto stabilito dai piani provinciali, una commissione regionale istituita dall’assessore Marino Artusa sta cercando di leggere e risolvere i problemi in un’ottica di area metropolitana per la piana fiorentina.

Al presidente della commissione regionale Ambiente e territorio, Erasmo D’Angelis, chiediamo un commento su questi due elementi così inj contrasto fra loro.
«Prima di tutto stiamo parlando della bozza di Prs e come tale questa bozza sarà soggetta a modifiche e correzioni, anche perché nell’elaborazione evidentemente ci si è attenuti fin troppo alla legge 25 del 98, che è tuttora in vigore, che è pienamente attuale nei suoi principi, ma che per quanto riguarda gli strumenti applicativi è ancorata a una visione programmatica provinciale che ormai è stata superata. Io penso infatti che vada modificata la stessa legge del 98 perché dopo tutti questi anni è giusto fare un’analisi serena, che individui e corregga alcuni punti deboli: uno di questi è proprio la visione provinciale, abbondantemente superata dagli accadimenti più recenti».

Quindi secondo lei anche il Prs va corretto, salvaguardando invece la filosofia della commissione regionale.
«Certo. Ora noi, attraverso la fase delle consultazioni, dobbiamo inserire l’innovazione anche metodologica all’interno del Prs: e la parte dei rifiuti sarà sicuramente innovata ragionando in termini di area vasta e area metropolitana, perché è la realtà delle cose ad indicarcelo. Otto anni fa la logica era ben diversa, la Toscana è ancora la regione dei campanili, ma oggi le cose stanno molto diversamente, non a caso per esempio ormai parliamo solo di sistema della logistica costiera».

Nella bozza di Prs si nota un’altra mancanza: non c’è un minimo accenno ai rifiuti speciali e pericolosi, che sono i ¾ di quelli prodotti in Toscana.
«Non vorrei ripetermi, ma siamo adesso nella fase di consultazione, e francamente la bozza non poteva contenere tutto. Nel Prs finale questo tema deve emergere ed emergerà in tutta la sua importanza e drammaticità, anche perché di questa enorme montagna di rifiuti è bene ricordare che un terzo non si sa che fine faccia, mentre tutto il resto viaggia per mezza Italia, con costi economici enormi per le aziende e con costi ambientali ugualmente alti per via del trasporto su gomma. Il Prs dovrà dare delle indicazioni concrete, programmando quantomeno l’uscita dall’emergenza: queste necessità sono già state evidenziate da risoluzioni approvate in consiglio regionale per l’inserimento nel Prs definitivo».

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