[21/06/2006] Comunicati

Riforma della Costituzione: ambiente, scienza e associazionismo votano no

ROMA. Al mondo dell’ambiente, della scienza e dell’associazionismo non sembrano piacere la devolution e la modifica della Costituzione. Tra le grandi associazioni è Legambiente a prendere per prima posizione sul referendum del prossimo 25 e 26 giugno: «Siamo per il no perché questa pessima riforma costituzionale colpisce la coesione sociale e l’unità nazionale che sono risorse preziose anche per la difesa dell’ambiente, per far sentire il paesaggio, i beni ambientali e culturali, la scuola, la biodiversità, un patrimonio di tutti gli italiani».

Anche da molti ricercatori, tecnologi e tecnici dell’Enea viene un appello al no al referendum: «Auesta “devolution”/“involution” - fanno rilevare - è il contrario di quello che è necessario per garantire un corretto funzionamento dei sistemi di democrazia decentrata basati su una pluralità di livelli di governo; non risolve in campo energetico ed ambientale le problematiche aperte con la precedente riforma dell’articolo 117 creando altresì i presupposti di una frammentazione e disarticolazione del sistema dei diritti sociali fondamentali dei cittadini; esaspera il regionalismo italiano fino al punto di mettere in discussione nella prassi concreta, alcuni fra i diritti sociali che i cittadini sentono più importanti quali il diritto alla salute, il diritto e all’istruzione».

La direzione nazionale della Confederazione italiana agricoltori «riafferma il suo netto dissenso alla riforma costituzionale che divide pericolosamente il Paese alimentando preoccupanti squilibri sociali ed economici. A rischio i servizi nelle aree più povere». Per la Cia «la riforma introdotta è penalizzante, anche perché va ad incidere in maniera negativa nei rapporti tra istituzioni e aree rurali, in particolar modo all’interno del percorso di sussidarietà, di burocrazia e della stessa azione finalizzata a tutelare i redditi degli agricoltori».

Anche Ambiente e Lavoro si schiera in modo compatto, e con tutti i sottoscrittori del "patto di impegno parlamentare", per la difesa della Costituzione ed il no nel referendum. Fabrizio Vigni, portavoce della Sinistra Ecologista dice che «votare no significa abrogare lo stravolgimento della Costituzione imposto nella scorsa legislatura dal centrodestra. E’ una miscela confusa e pericolosa di separatismo e neo-centralismo. Abbiamo bisogno, invece, di un sistema di federalismo solidale e di cooperazione tra stato, regioni ed autonomie locali. Anche le tematiche ambientali devono essere governate dai differenti livelli istituzionali attraverso una leale collaborazione».

Cittadinanzattiva e Megachip lanciano un vero e proprio sos per la Costituzione. «A pochi giorni dal referendum del 25 giugno – spiegano - sono ancora tanti gli italiani che non sanno che si andrà a votare e soprattutto su cosa sono chiamati ad esprimere il proprio voto. Come espressione della società civile, vogliamo informare i cittadini sull’importanza della difesa della Costituzione per la democrazia del nostro Paese e sulla necessità di votare perchè la posta in gioco è molto alta. Non ci sarà un quorum da superare e, dunque, un solo voto potrà decidere del futuro del nostro Paese. Non possiamo correre rischi. Non possiamo dare per scontato il successo del "no". La Costituzione è un bene comune e tutti i cittadini sono chiamati a difenderla. Non vogliamo un Paese diviso, con sanità, scuola e sicurezza diverse da regione a regione. Non vogliamo che a decidere sul destino di tutti i cittadini sia una sola persona».

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