[21/06/2006] Comunicati

Il «no» al referendum unica via per l´ambiente

LIVORNO. E’ un referendum particolare, quello che si celebra domenica e lunedì. Particolare perché, rispetto a quelli cui siamo abituati ad essere chiamati alle urne, non c’è di mezzo un «quorum» per certificarne la validità. Paradossalmente, per una questione di fondamentale importanza come una riforma costituzionale, anche un solo italiano che si recasse a votare potrebbe decidere la conferma o la bocciatura di quella riforma.

Ovvio che un provvedimento come quello varato nello scorcio finale della scorsa legislatura abbia implicazioni non secondarie sull’ambiente, e sul governo del territorio. Nell’articolo che segue, pubblichiamo una serie di prese di posizione che giungono dal mondo ambientalista e che si esprimono tutte per il «no». Linea prevedibile e fors’anche scontata. Non tanto per questioni meramente politiche, quanto per il fatto che per governare il territorio e l’ambiente c’è bisogno di unitarietà di poteri e di indirizzi.

Senza nulla togliere, ovviamente, alle deleghe attribuite alle regioni per alcuni settori, c’è un punto di fondo che nei giorni scorsi sollevava anche Fulvia Bandoli, ambientalista storica ed esponente della Sinistra ecologista: lo Stato deve o no conservare poteri precisi di indirizzo in materie di interesse generale? Sarebbe possibile trattare l’abusivismo edilizio diversamente da regione a regione? L’ambiente esige risposte e impegni precisi. Che non possono prescindere da un successo del «no» nella consultazione di domenica e lunedì prossimi.

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