[22/06/2006] Acqua

Biodiversità, il gambero di fiume torna in Italia e trova casa sulla Majella

CHIETI. Il gambero di fiume ha trovato una nuova casa. La buona notizia arriva dal Parco Nazionale della Maiella dove nel laghetto del giardino botanico “Daniela Brescia” di Sant´Eufemia, il gambero di fiume ha trovato un ambiente ideale per vivere e riprodursi. «Si tratta di un successo tanto inaspettato quanto eccezionale - affermano i responsabili del Parco - perché poter osservare dal vivo un numero così elevato di esemplari di questa specie, dimostra che la tutela dell´ambiente deve essere globale e che le azioni di conservazione della biodiversità vegetale si ripercuotono positivamente anche sulla salute e sul benessere degli animali».

Il gambero di fiume in effetti - Appartiene alla famiglia degli Astacidae, ha una lunghezza massima di 11 cm, vive in torrenti e fiumi con acqua limpida e fondo ciottoloso infilandosi sotto le pietre o in gallerie scavate negli argini dove è abbondante la vegetazione riparia - è considerato un indicatore biologico della qualità ecologica delle acque trattandosi di una specie molto sensibile all’inquinamento e alle alterazioni ambientali che lo portano a migrare dalla sua nicchia ecologica. La forte contrazione della sua popolazione su tutto il territorio nazionale ha determinato l´inserimento della Austropotamobius pallipes nella categoria delle specie vulnerabili (Vu) in base al Libro Rosso degli animali d´Italia; inoltre la specie è stata inserita negli allegati di alcune Convenzioni Internazionali quali Berna e Habitat.

Dalla vita in un ambiente protetto al ritorno al suo habitat naturale lungo i nostri corsi d’acqua. Questo dovrà essere l’auspicabile passo successivo che, per essere realizzato, implica la messa in moto di un processo sinergico ed integrato che porti alla riqualificazione di fiumi e torrenti con diminuzione dell’inquinamento ma soprattutto minore artificializzazioine e recupero delle fasce riparie di pertinenza fluviale.

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