[10/07/2006] Rifiuti

Sgherri (Rc): «Rifiuti zero è possibile (tra un po´)»

FIRENZE. «La produzione e lo smaltimento dei rifiuti concentrano le maggiori proteste sul territorio anche nelle realtà governate dall’Unione - dichiara Monica Sgherri capogruppo di Rifondazione Comunista nell’introduzione al seminario organizzato dal partito sul tema “Gestione dei rifiuti: proposte a confronto” - oggi però più che parlare di scontro tra cittadini e amministratori vorremmo mettere a confronto delle esperienze che ci sono in giro per l’Italia. Noi pensiamo che l’opzione zero sia possibile in tempi differenziati in una pianificazione che veda come azioni prioritarie una diminuzione della produzione dei rifiuti e un aumento della raccolta differenziata».

L’approccio della Regione Toscana al problema è stato esposto dall’assessore all’ambiente Marino Artusa: «il problema dei rifiuti è una questione culturale e i rifiuti sono una dissipazione di risorse che non tiene in considerazione i concetti dello sviluppo sostenibile. Sono cioè un disvalore, inevitabile, che dipende dal modello di sviluppo. Non dobbiamo farne una questione ideologica ma attuare politiche realistiche in cui al centro mettiamo la riduzione della produzione di rifiuti e l’aumento della raccolta differenziata. La Regione Toscana vuol ridurre del 15% al 2010 la produzione che aveva al 2004 e portare la raccolta differenziata al 55%. Per lo smaltimento finale - continua Artusa - la discarica è la soluzione peggiore possibile che non tiene conto delle generazioni future. Il nostro obiettivo è limitare il conferimento in discarica ad una a quota inferiore al 20%.

«Altro obiettivo è l’autosostenibilità - dice ancora Artusa - cioè chi produce rifiuti se li deve smaltire nella propria Regione, anche utilizzando se necessario soluzioni impiantistiche come i termovalorizzatori con recupero di energia, che comunque devono essere meno possibile e l’ultimo degli obiettivi. Domando: sono possibili altre soluzioni? In Europa che io sappia non ci sono altre soluzioni definite se non qualcosa di sperimentale. Noi comunque - conclude Artusa - vogliamo aprirci all’innovazione in questo settore. Sperimenteremo il ciclo del freddo e poi vedremo se sarà possibile applicarlo come del resto altre soluzioni. Ma la cosa importante è attuare politiche a monte che rendano gli impianti meno indispensabili».

Notizie “fresche” di giornata sono state portate da Luigi Nigi assessore all’ambiente della Provincia di Firenze: «la giunta provinciale ha deliberato per l’approvazione definitiva del Piano di smaltimento dei rifiuti che entro il mese potrà essere approvato. Molto sinteticamente: c’è la riconferma del centro di smaltimento di Case Passerini, l’adeguamento della discarica di Firenzuola, l’obiettivo di raccolta differenziata al 55% e la riscrittura del cronoprogramma. Per quanto riguarda la raccolta differenziata porta a porta, faremo una sperimentazione nell’area del Mugello. Se l’aumento dei costi di questo sistema si mantiene entro il 20% potremmo anche considerarlo un “costo politico” per una buona gestione. Per quanto attiene l’opzione “rifiuti zero” - conclude Nigi - ci sono opinioni diverse in merito, io penso che sia una giusta idea regolativa di tendenza».

Di Piano industriale e di obiettivi da raggiungere ha parlato anche Riccardo Gabellini presidente dell’Ato 6: «è giusto sperimentare il porta a porta perché sarà difficile raggiungere il 45% di raccolta differenziata nel 2007 come previsto dal Piano, anche se, e questa è l’altra faccia della medaglia, noi abbiamo difficoltà nel collocare i materiali che provengono da raccolta differenziata».

Gabellini ha parlato poi di politiche di riduzione e smaltimento finale e ha aggiunto «noi esportiamo fuori dal nostro Ato quasi il 90% dei rifiuti quindi ci vuole senso di responsabilità anche quando parliamo di soluzioni impiantistiche sapendo che a tutti sta a cuore la salute dei cittadini. Per quanto attiene le tariffe - conclude Gabellini - oltre alla penalizzazione dei comuni che esportano fuori Ato e agli incentivi per la raccolta differenziata bisogna arrivare a pagare puntualmente una tariffa in base a quello che si produce»

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