[10/07/2006] Parchi

I ricci di mare svelano i segreti dell’Alzheimer

PALERMO. Uno studio del Cnr condotto sull’embrione di riccio di mare dai ricercatori dalll’Istituto di biofisica (Ibf) e dall’Istituto di biomedicina e immunologia molecolare di Palermo, evidenzia che le placche e fibrille finora ritenute responsabili dell’Alzheimer sarebbero invece solo formazioni reattive di difesa del cervello.

A provocare la malattia sarebbero oligomeri della proteina beta-A, ancora più piccoli. Lo studio, effettuato dai ricercatori del Cnr sull’embrione di riccio di mare, che ha un funzionamento biochimico cellulare simile a quello dei mammiferi, ha svelato le basi molecolari della formazione delle fibrille.

E’ emerso che a produrre il maggior numero di malformazioni negli embrioni i monomeri non sono le fibrille ma e gli oligomeri di beta-A che talvolta arrivano a causare la morte cellulare (apoptosi) degli embrioni di riccio di mare.

Quindi, le fibrille potrebbero essere addirittura un meccanismo di difesa dell’organismo contro l’azione tossica degli oligomeri A. «L’Alzheimer costituisce una delle grandi emergenze sociali e sanitarie di questi anni. – ha dichiarato a "Scienze" Pier Luigi San Biagio dell’Ibf – A livello neuropatologico, com’è noto, questa malattia è caratterizzata da una degenerazione del tessuto cerebrale, il quale viene ‘attaccato’ da placche senili il cui principale componente è la beta-A. Questo peptide è un prodotto del metabolismo cellulare e circola normalmente nei fluidi corporei, ma sui neuroni dei malati può precipitare in forma di fibrille e di altri aggregati oligomerici, una sorta di fibrille più piccole e sottili».

I risultati della ricerca sono pubblicati su Faseb Journal Express www.fasebj.org/express

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