[11/07/2006] Energia

Il Wwf al G8: «un piano Marshall per il clima e l’energia»

ROMA. Il Wwf propone ai paesi del G8, che si riuniranno a Mosca dal 15 al 17 luglio, un nuovo piano Marshall per energia e clima. E invia ai potenti del mondo il dossier "No energy security without climate security" per «inquadrare in maniera responsabile il dibattito sulla sicurezza energetica e mettere a punto una strategia capace di combinare efficienza e uso delle fonti rinnovabili, di garantire il passaggio a fonti di energia diversificate e a basso consumo di carbonio e di rifiutare il nucleare in quanto anti-economico».

«La stabilità del mondo, il suo stato di salute economica e sociale dipendono anche dalla stabilità del clima – ha detto Michele Candotti, segretario generale del Wwf Italia – E il concetto di sicurezza energetica è privo di significato senza la sicurezza climatica. Alla vigilia del G8 chiediamo ai paesi che vi fanno parte di adottare un piano che sia paragonabile al Piano Marshall attuato nel secondo dopoguerra. In fondo è il futuro del pianeta ad essere in gioco».

Il Wwf chiede di destinare «i 250 miliardi di dollari attualmente necessari alla produzione di energia convenzionale per finanziare le fonti rinnovabili e pulite. Puntare e investire sull’efficienza energetica, la più efficace dal punto di vista dei costi: ciò significherebbe per l’Europa, per esempio, un risparmio del 20-30% dell’attuale domanda nei prossimi 15 anni.
Inoltre, questo piano dovrebbe considerare il gas naturale come combustibile di transizione verso un futuro energetico sicuro e la cattura e lo stoccaggio del carbonio come contributo e non come la panacea universale».

Il dossier del Panda evidenzia come mutamenti climatici e aumento della temperatura globale dipendono dall’aumento di CO2 che deriva dalla combustione di carbone e petrolio e che la occorre fermare la crescita della temperatura media visto che l’aumento di solo 0,7°C «ha già provocato gravissime alterazioni del clima, tempeste sempre più frequenti, ondate di calore, siccità prolungate, scioglimento dei ghiacciai della Groenlandia e dell’Antartico occidentale. Senza contare che molti di questi impatti colpiranno le popolazioni più vulnerabili e probabilmente creeranno sempre più “rifugiati del clima”, persone che non potranno più vivere nei loro paesi a causa di carestie, tempeste distruttive o altri eventi catastrofici».

Per evitare scenari apocalittici le emissioni dovrebbero diminuire almeno del 50% entro la metà del secolo, e proprio dai paesi del G8, che sono i maggiori responsabili di emissioni di gas serra, devono venire i tagli più consistenti: l’80% entro il 2050, per il dossier del Wwf. Invece, si legge nel documento «le emissioni aumentano a un tasso vertiginoso: dai 25 miliardi di tonnellate di CO2 nel 2003 si potrebbe arrivare a 33,6 miliardi nel 2015».

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