[13/07/2006] Rifiuti

Il governo testa la macchina che produce diesel dal materiale organico

ROMA. La macchina si chiama Kdv, è un brevetto tedesco e costa tra i 2,5 milioni e i 4 milioni di euro, ed è installata in Italia dal gruppo Italbrevetti. La sua particolarità è che si tratta di un sistema in grado di produrre fino a 12mila litri al giorno di diesel puro attraverso la lavorazione di biomasse, o comunque di qualsiasi sostanza organica.

«Diciamo che sto cercando il difetto – ammette il sottosegretario alle Politiche agricole Stefano Boco - ho mandato i tecnici a verificare, perché è un impianto già installato in diversi paesi da alcuni mesi e che è troppo bello per essere vero». In effetti il Kdv consuma il 10% di ciò che produce, e consegna un diesel in purezza superiore a quello oggi in commercio.

«Materie prime di base sono per esempio gli scarti vegetali, sia legnosi che agricoli e quindi colza, girasole, barbabietola, e poi oli esausti vegetali e minerali, grassi e deiezioni animali, fanghi di risulta dalla depurazione delle acque. Il risultato – prosegue Stefano Boco - è un diesel a basso costo, di altissima qualità con emissioni prodotte dalla combustione che risultano molto ridotte».

Potrebbe quindi essere questa la risposta per mettere a punto il potenziale italiano nelle agro-energie, uno dei capitoli cardine nel Dpef agricolo. Se la macchina tedesca passerà tutte le prove, Stefano Boco la presenterà ufficialmente al Tavolo convocato a settembre con i rappresentanti della filiera bioenergetica, dai petrolieri ai produttori agricoli.

Uno dei tecnici incaricati di studiare l’impianto è Francesco Meneguzzo, ricercatore del Cnr e consulente energetico sia per il ministero delle politiche agricole, sia dell’assessorato all’ambiente della Regione Toscana: «Il processo di trasformazione è a caldo, ma con una temperatura piuttosto bassa – spiega Meneguzzo – siamo intorno ai 300 gradi, quindi le emissioni possono essere paragonate a quelle di un camion, considerato anche che si autoalimenta utilizzando il 10% del gasolio che produce. La differenza da sottolineare però è che produce sì una minima quantità di polveri e nanopolveri, ma il diesel che ne esce fuori è di una qualità molto più alta, e quando poi sarà utilizzato emetterà una quantità minore di polveri rispetto al diesel attuale. Quindi, considerato il contesto, il bilancio ambientale è sicuramente positivo».

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