[14/07/2006] Comunicati

Quale futuro per la terra?

LIVORNO. Il «Futuro di gaia» è al centro del dibattito della diciottesima edizione di «Spoletoscienza», in programma stamani a partire dalle 10.30 nelle sale del Chiostro di San Nicolò. Si tratta di una ricognizione sul che cosa accadrà alla nostra specie sul nostro pianeta negli anni e nei secoli a venire.

Sul tavolo questioni di primaria importanza come l’approvvigionamento energetico, le politiche sul clima, lo sviluppo di tecnologie emergenti, la regolazione demografica, che rappresentano altrettante sfide per la ricerca scientifica come per l’elaborazione di una consistente e credibile politica planetaria. Temi che saranno affrontati da esponenti del mondo della scienza e delle istituzioni. Il dibattito sarà introdotto e coordinato da Gianfranco Bangone (direttore di Darwin), e da Lucio Caracciolo (direttore di Limes). Le conclusioni saranno affidate a Corrado Clini, direttore generale del Ministero dell’Ambiente.


Tra gli illustri ospiti, i climatologi statunitensi Roger Pielke Sr. e Tom Wigley, secondo il quale «per risolvere il problema del riscaldamento del globo è necessario un massiccio sviluppo di nuove tecnologie mirate alla produzione di energia priva di carbonio».

Una battaglia, quella dell’approvvigionamento energetico, che si giocherà anche sul controllo delle nuove frontiere genetiche in agricoltura e più in generale «food», come sottolineerà nel suo intervento un altro tra i massimi esperti del settore presente a Spoletoscienza, Marteen Chrispeels.


Altro tema, «Quale impatto ambientale porteranno con sé i grandi cambiamenti demografici cui stiamo assistendo?», è affidato a Francesco Billari, docente di demografia alla Bocconi di Milano, che ha una tesi piuttosto singolare: «La popolazione mondiale inizierà a calare nel corso del XXI secolo. I timori per l’ambiente legati al numero d’esseri umani sono probabilmente ingiustificati, mentre avere figli diverrà forse un privilegio».


Domani, sempre alle 10 e 30, avrà luogo la tavola rotonda dal titolo «Il futuro prossimo venturo: la seduzione della catastrofe», con la partecipazione di Remo Bodei, Massimiliano Bucchi, Pietro Corsi e Giulio Girello.

L’organizzazione è della Fondazione Sigma-Tau in collaborazione con la rivista italiana di geopolitica Limes.

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