[24/07/2006] Rifiuti

Il riciclo della carta è una scelta di civiltà, ma determina la produzione di nuovi rifiuti

LIVORNO. Tra rifiuti zero e riciclare c’è di mezzo un mare. Di fanghi, nel caso della carta. Quelli che gli esperti chiamano «da deinchiostrazione». Ai quali andrebbero aggiunte le tonnellate di pulper, ovvero i rifiuti da pulizia della carta da macero prima di poterla re-immettere nel processo produttivo.

Lo spunto della riflessione viene dai dati forniti dal vicepresidente di Assocarta, Giacomo Marchi, riguardo all’industria cartaria europea che, nel 2005, ha raggiunto l’ambizioso traguardo di portare al 54,4 per cento il tasso di riciclo.

Sempre secondo Marchi, nel 2005 in Europa sono stati riciclati 46,6 milioni di tonnellate di carta e cartone. Il 24 per cento in più (9 milioni di tonnellate) rispetto al 1998, anno di riferimento nella definizione dell’obiettivo del 56 per cento. Per spiegarlo con un esempio, viene fatto un paragone: se questi 9 milioni di tonnellate di macero venissero disposti lungo una linea immaginaria, quest´ultima si estenderebbe per 28mila chilometri.

Il ragionamento non farebbe una piega se non dimenticasse una questione fondamentale: ogni chilo di carta riciclata produce, secondo gli esperti, da 0,20 a 0,40 kg di rifiuto/fango (c’è chi sostiene che si arrivi addirittura a 0,50). Per capire a fondo la questione, quindi, bisogna ricorrere alla matematica: moltiplicando 0,20 per 46,6 milioni di tonnellate, si ottiene 9,3. Ovvero 9,3 milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi da avviare a recupero di energia o da gettare in discarica.

Considerando 0,40, invece, si raggiungerebbe la cifra di 18,6 milioni di tonnellate e con 0,50, 23,3 milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi che, lo ripetiamo, dovrebbero finire o in un termovalorizzatore o in una discarica. Senza considerare, come abbiamo detto all´inizio, le tonnellate di pulper.

E’ un altro argomento che ci fa capire come la riduzione (della quale tra l’altro non si vede traccia) e la raccolta differenziata, non possano risolvere, da sole, il problema dei rifiuti. E’ vero insomma che riciclare limita il ricorso alla discarica, ma l’esigenza di fare fronte a determinati quantitativi di rifiuti, prodotti proprio dal processo di recupero di materia, non viene meno.

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