[28/07/2006] Acqua

Cecchi (Publiacqua): «Così ci siamo messi al riparo dall´emergenza»

FIRENZE. La carenza di risorsa idrica sta mettendo in ginocchio il settore agricolo in molte parti del Paese ma anche l’approvvigionamento idropotabile ne sta risentendo in maniera puntuale. Abbiamo chiesto di fare il punto della situazione per l’area di sua competenza ad Amos Cecchi (nella foto), riconfermato recentemente alla presidenza di Publiacqua spa, la società che gestisce il servizio idrico integrato nell’Ato 3 (Firenze, Prato, Pistoia), che conta 1.200.000 abitanti.

Presidente, pur non essendo in vera emergenza idrica diffusa, in alcune aree del territorio in cui Publiacqua gestisce la risorsa (vedi Chianti) si registrano criticità che creano disagi per i cittadini. Come state intervenendo per risolvere la situazione? Quali sono i principali interventi infrastrutturali previsti per evitare in futuro situazioni di crisi?
«Il deficit infrastrutturale nell’area del Chianti è rilevante. Puntiamo a realizzare l’autosufficienza idrica con un insieme di interventi: nuovi pozzi, riduzione delle perdite, nuovi impianti e modernizzazione complessiva della rete. L’asse strategico che stiamo costruendo e che sta accompagnando gli interventi per l’autosufficienza idrica dell’area e che, una volta conseguito l’obbiettivo, servirà per gli stati di emergenza è la superstrada idrica Firenze-Chianti, il collegamento infrastrutturale dell’area del Chianti con la centrale metropolitana di potabilizzazione dell’Anconella».

Almeno a Firenze grazie agli investimenti e agli interventi che ha effettuato Publiacqua, la qualità organolettica dell’acqua che arriva ai nostri rubinetti è notevolmente migliorata. Sono previsti altri interventi a scala più vasta? Continuerete a estendere l´esperienza positiva dei fontanelli ad alta qualità?
«Il risultato ottenuto con la costruzione e l’attivazione della filtrazione a carbone attivo granulare presso l’impianto dell’Anconella è di grande rilievo. Più del 50 per cento dei cittadini fiorentini usa acqua del rubinetto per bere. E’ una linea che stiamo perseguendo, via via, in tutta l’area metropolitana. Stiamo anche sviluppando la realizzazione di fontanelli di alta qualità. Ma è bene dire che la priorità è da dare ad un’acqua di qualità che arrivi nei rubinetti di casa».

Sul fronte depurazione, quando sarà messa la parola fine su San Colombano? In questo settore, ci sono altre criticità nell´Ambito, su cui state intervenendo?
«Il problema dello sviluppo ottimale del sistema di fognatura e di depurazione è presente in tanti punti dell’ambito. Ricordiamo che il depuratore di San Colombano è già realizzato integralmente. Funziona per 400.000 abitanti equivalenti e non appena sarà conclusa la grande opera costituita dall’emissario in riva sinistra d’Arno, il sistema complessivo raggiungerà l’obbiettivo di progetto di servire un’area di 600.000 abitanti equivalenti».

Un´ultima domanda: l´estate è ormai avviata: siamo fuori pericolo o è ancora possibile un´emergenza tipo 2003?
«Con la diga di Bilancino, in grado di mantenere la portata del Sieve e dell’Arno ad un livello adeguato, l’impianto di potabilizzazione dell’Anconella (capace in stato di emergenza di produrre acqua per 8-900 mila abitanti) e l’autostrada dell’acqua Firenze-Prato-Pistoia, il servizio nell’area metropolitana è sotto controllo. Potranno determinarsi problemi in punti specifici delle aree collinari o montane. E per questi casi esistono risposte ad hoc».

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