[14/12/2006] Energia

A chi piacciono i mulini a vento?

VIAREGGIO (Lucca). In un riuscito convegno a Viareggio i Verdi e “Capitalismo naturale” hanno promesso solennemente di allearsi con i mulini a vento per l’eolico possibile e il consigliere regionale Fabio Roggiolani dice a nome del Sole che ride che «vogliamo avere un rapporto e un alleanza tra gli ecologisti ed il mondo delle energie rinnovabili. Un’alleanza non, senza se e senza ma, come si diceva ai tempi della guerra del golfo, dato che le eccezioni ci sono sempre, ma all’interno dell’ottica di uno sviluppo sostenibile che vogliamo in futuro» e spiega che «vogliamo iniziare un percorso e una discussione in un lobbismo dichiarato, aperto, funzionale, che è esattamente il contrario della corruttela, del tangentismo che impera nel rapporto tra politica e mondo produttivo. Perché le decisioni della politica non bastano, ce ne siamo accorti, occorre un apporto tecnologico, finanziario, produttivo, per impostare e risolvere l’investimento nelle energie rinnovabili. Insomma noi pensiamo che in futuro i mulini a vento faranno parte del nostro paesaggio, anche nella nostra regione».

Intanto, da uno dei luoghi più idonei per l’eolico, l’Arcipelago toscano, viene il deciso no del Wwf ai mulini a vento tanto cari a Roggiolani, un alt anche per Legambiente che invece sull’energia del vento sulle isole ci punta molto tanto da aver presentato una bozza di piano per le energie rinnovabili che è stato quasi integralmente ripreso da Agenda 21 locale.

In Toscana la situazione per gli impianti di piccolo, mini o micro-eolico non è granché.
Per il micro-eolico (fino a 5 kW) una decina di impianti tra cui: Pratomagno (1kW), Montopoli (3kW), Cenaia (1kW), Bibbiena (5kW), Lucca (0.4 kW), Pistoia (0.4 kW), Livorno (0,4 kW) producono un totale di 10 kW.

Il mini-eolico (5-50 kW) toscano produce 46 kW con un impianto composto da 2 aerogeneratori da 20 kW installati all’interno del parco della Maremma, autorizzato con una semplice Dia e con parere positivo dell’ente Parco, e di un aerogeneratore da 6kW installato a Cecina.

Esiste anche un impianto di piccolo eolico (50-1000 kW) composto da 3 aerogeneratori da 20 kW per un totale di 60 kW vicino all’area di servizio di Grecciano (Collesalvetti) sulla superstrada Fi-Pi-Li.; autorizzato con autorizzazione unica Regionale alla fine dell’anno 2004.

«Per nessuno di questi impianti – spiega Lorenzo Partesotti, uno dei maggiori esperti italiani di energia eolica, rimarcando la disparità di trattamento tra un impianto e l’altro - risulta essere stata realizzata una campagna anemometrica specifica. L’elenco fatto non è esaustivo dell’installato esistente in Toscana; tra l’altro non tiene conto dei micro-impianti eolici installati sulle imbarcazioni a vela, e delle installazioni di micro-eolico realizzate autonomamente da privati».

Ma nonostante l’entusiasmo manifestato dai Verdi e periodicamente di altri partiti di governo toscani, i progetti di moderni mulini a vento bloccati o non autorizzati non mancano e ammontano a 1000 kW.

Per il micro eolico non si sblocca l’autorizzazione richiesta dell’autunno 2005, per un impianto da 5 kW a Vaglia (FI) posto su di un crinale al margine di una zona a vincolo paesaggistico. A Gambassi Terme (Fi) il comune non ha autorizzato 4/5 aerogeneratori da 1kW ciascuno per l’alimentazione elettrica di un campeggio. L’ufficio urbanistica di San Miniato (Pi) ha negato l’autorizzazione ad un impianto da 3 kW perché altererebbe lo skyline del crinale su cui sarebbe posto. Il comune di Monteriggioni (Si) non ha autorizzato la realizzazione di un impianto eolico da 3 kW perchè il regolamento edilizio addirittura dichiara inammissibile l’installazione di pannelli solari e generatori eolici in quanto compromettono l’estetica del paesaggio. Un impianto di Impianto da 50 kW a Pescia (Pt), è stato dichiarato inammissibile perché sarebbe sorto in un’area agricola boscata e a nulla è valso che non si sarebbe abbattuto nemmeno un albero. Stessa sorte per un impianto da 50 kW proposto a Volterra (Pi), bloccato a quanto pare dal parere negativo informale dell’ufficio urbanistica del comune e del sindaco.

E Partesotti racconta la sua esperienza più recente per un Impianto da 160 kW, composto da 2 aerogeneratori da 80 kW «bloccato in fase di procedura di verifica dal settore Via della regione, con richieste di integrazioni, tra l’altro formulate in modo formalmente non corretto, che necessitano studi ed indagini specifici troppo onerosi per un progetto mimi-eolico; le integrazioni fornite, realizzate come previsto dalla normativa vigente sulla base delle conoscenze esistenti, non sono state considerate sufficienti dall’autorità competente e ad oggi una raccomandata del settore Via preannuncia il decreto di rinvio a Valutazione di impatto ambientale per questo impianto! Le richieste di integrazioni – sottolinea Partesotti - riguardano, tra l’altro, la realizzazione di una campagna anemometrica specifica della durata di almeno 18 mesi, ed il monitoraggio del passaggio di avifauna migratoria diurna e notturna (che richiede il radar!) per almeno 16 mesi, che non è stato richiesto nemmeno per il grosso impianto da 6 MW già realizzato a Monte Vitalba in comune di Chianni».

Eppure le linee guida della regione per l’impatto degli impianti eolici sull’avifauna dicono che «pare dimostrato che piccoli impianti, al di sotto dei 5 generatori, non comportino rischi significativi di collisione per l’avifauna» Inoltre tutti i progetti non approvati sono proposti in aree fuori delle zone “non opportune” ed al di fuori di parchi, Zps, Sic e Sir.

Per Partesotti per uscire da questo blocco bisogna «dare corso a quanto previsto dall’articolo 11 comma 11 dalla legge regionale 79/98 con cui si dà “facoltà al Consiglio Regionale di determinare, con propria deliberazione, criteri e/o condizioni di esclusione dalla procedura di verifica, per specifiche tipologie progettuali e per particolari situazioni ambientali e/o territoriali…”, semplificando l’iter autorizzativo per i progetti di piccolo, mini e micro-eolico. Allo stesso tempo dare corso a quanto previsto dalla legge 239/2004 in materia di semplificazione delle norme autorizzative per gli impianti di microgenerazione <1MW (che includono piccolo eolico, mini-eolico e micro-eolico). Adottare il regolamento regionale attuativo previsto dalla L.R. 39/2005, in modo da rendere effettiva la applicazione di quanto previsto dalla stessa legge agli artt. 16 e 17 (mini e micro-eolico) ed evitare il ripetersi di illogici dinieghi o inaccettabili inerzie da parte delle autorità locali».

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