[14/12/2006] Consumo

Eco-consumi fra essere, voler essere e dichiarare

ROMA. Il ministero dell’Ambiente ha commissionato all’istituto di ricerche Ipsos un’indagine per fotografare le abitudini ecologiste degli italiani durante il periodo natalizio. In realtà l’indagine, effettuata intervistando un campione di mille intervistati che sono stati contattati telefonicamente tra il 4 e il 5 dicembre, è interessante per quel che riguarda la parte denominata “buoni propositi”. Prendiamo atto quindi del fatto che l’albero sintetico è scelto dal 75% di chi fa l’albero di natale e che chi lo compra vero (cioè il 12%) lo trapianta nel 64% dei casi, lo riporta al vivaio (7%), o lo butta via (13%); ma concentriamoci poi sulle abitudini ecologiche.

Nelle dichiarazioni registrate dal sondaggio, gli italiani manifestano comportamenti piuttosto ambientalisti: più dell’80% abitualmente spegne le luci non necessarie, più dei due terzi si preoccupa che gli imballaggi dei regali non siano eccessivi o inutili, circa tre quarti compra prodotti non inquinanti o riciclabili, più della metà usa carta riciclata per incartare i regali, quasi l’80% delle famiglie separa materiali e avanzi del pranzo di Natale.

Potremmo aggiungere, utilizzando un’altra ricerca pubblicata in questi giorni, che sono in forte crescita i regali equi e solidali ma anche ambientalmente sostenibili (come per esempio fa da sempre anche Eco srl, editore di greenreport.it).

Eppure le contraddizioni, fra l´essere, il voler essere e il dichiarare, non mancano. Rispondendo a una domanda proiettiva dello stesso sondaggio Ipsos (come pensa che si comporteranno gli italiani in questa occasione?) i comportamenti ecologici attribuiti agli italiani crollano vistosamente. Il campione interpellato pensa infatti che gli italiani in generale faranno ben altro rispetto a quello che individualmente gli intervistati intendono fare: non rinunceranno all’automobile, non abbasseranno il riscaldamento, non ridurranno il consumo dell’acqua e delle luci se non in misura decisamente ridotta. In sostanza, i due terzi degli intervistati pensa che gli italiani non terranno comportamenti ecologici in occasione del Natale. E lo stesso dopo. Anzi: questa volta sono i tre quarti del campione a pensare che gli italiani siano attenti all’ambiente solo quando non ci sono da fare troppi sacrifici. Il confronto tra le proprie dichiarazioni e quel che si pensa facciano gli altri offre, infatti, molti spunti di riflessione: il 74% promette che userà le luci il meno possibile per favorire il risparmio energetico ma ritiene che solo il 17% dei suoi concittadini si comporterà allo stesso modo. Il 48% si dice disposto a rinunciare all’uso dell’auto ma crede che solo l’8% degli italiani farà altrettanto. E non dimentichiamoci che gli esempi di virtuosisimo ecologico riportati in questa intervista sono tra i più ovvi.

Tuttavia i ricercatori Ipsos evidenziano che indagine dopo indagine l’attenzione all’ambiente in Italia è in costante crescita anche se poi nel confronto europeo continuiamo ad essere ultimi: in un eurobarometro dedicato all’ambiente e pubblicato un anno fa risultava del 45% la percentuale media di cittadini europei virtuosi nei confronti dell’ambiente, con l’Italia che si fermava invece solo a quota 23%.

Ma chi sono gli ecologisti natalizi secondo l’indagine commissionata da Pecoraro Scanio?

Riassumendo i dati rilevati nel sondaggio Ipsos riferiti a comportamenti e buoni propositi, l’Italia sarebbe divisa in quattro macro categorie: quelli che si sentono ecologisti doc e che secondo loro si comportano in maniera assolutamente irreprensibile sarebbero il 18% della popolazione (ma le perplessità su questo dato sono davvero tante, vista la mole di contraddizioni a cui qualsiasi “ecologista irreprensibile” deve far fronte nella sua vita); un nutrito gruppo di cittadini attenti al consumo ecologico (50%); un gruppo di indifferenti che si comporta in maniera poco ecologica anche se qualche buon proposito lo fanno (15%); e infine gli inquinatori (17%) che non solo si comportano in modo decisamente poco ecologico, ma neanche si propongono di migliorare il proprio comportamento.

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