[15/12/2006] Comunicati

Il sabato del no: a Livorno contro l´Olt, a Firenze contro gli inceneritori

LIVORNO. Domani sarà la giornata del no. Del «No al rigassificatore Olt» a Livorno (ritrovo in piazza civica alle 9.30). Del «No a tutti agli inceneritori» a Firenze (ore 14,30 a Santa Maria Novella). Due manifestazioni organizzate dai comitati e ad entrambe le quali non parteciperà Legambiente. Per quanto riguarda il rigassificatore Olt, l’impianto che dovrebbe essere costruito a largo della costa livornese-pisana, le motivazioni dei manifestanti sono riassumibili in quattro ‘perché’: perché è pericoloso (quello di Livorno sarebbe il primo impianto di questo tipo realizzato al mondo); perché è inutile (non è utile né a Livorno né all’Italia); perché è costoso (500mila euro per la costruzione); perché è dannoso (milioni di metri cubi di metano dispersi nell’atmosfera aumentano seriamente l’effetto serra). Alla manifestazione, il cui titolo è "Offshore? ma non diciamo Gassate!", parteciperanno anche rappresentanze dei comitati di Rovigo, Ravenna, Brindisi, Taranto e della Val di Susa.

Un no totale che non è condiviso da Legambiente Livorno, come spiega la presidente del circolo Ilaria Salvatori. «La nostra posizione rispecchia quella di Legambiente nazionale – dice Salvatori – ovvero non siamo contrari in assoluto ai rigassificatori. L’importante è che la loro realizzazione rappresenti una fase. Una transizione che porti poi all’utilizzo delle fonti rinnovabili. Questo è il nostro obiettivo che intendiamo raggiungere attraverso il dialogo».

Per quanto riguarda la manifestazione di Firenze contro gli inceneritori, i comitati motivano la loro iniziativa partendo da una constatazione: «nonostante numerosi medici si siano espressi contro gli inceneritori, sottolineandone l’estrema pericolosità per la salute; nonostante siano stati presentati piani e soluzioni alternative per la gestione dei rifiuti senza il ricorso agli inceneritori; nonostante sia oramai chiaro che gli inceneritori sono il problema e non la soluzione e che vengono costruiti solo perché in Italia persiste lo scandalo dei contributi (certificati verdi) concessi a questi impianti invece che alle vere energie rinnovabili; in Toscana si potenziano i vecchi inceneritori e se ne costruiscono di nuovi».

Il no agli inceneritori è poi seguito da una serie di sì: sì alla riduzione dei rifiuti; sì alla raccolta differenziata spinta porta a porta; si al riuso e riciclo delle merci e dei materiali. I comitati fanno inoltre presente che un inceneritore «produce più di 250 sostanze tossiche (individuate finora) fra cui arsenico, berillio, cadmio, cromo, nichel, mercurio, responsabili di tumori a livello di polmone, cute, fegato, vescica, rene, colon, prostata». Poi chiedono provocatoriamente: non basta? Spiegando i problemi di salute causati dalle sostanze che immette nell’aria (tumori, ictus, problemi respiratori) e portando a conoscenza della gente la statistica secondo la quale negli ultimi 30 anni gli inceneritori «sono corresponsabili dell’incremento del 30% dei tumori da 0 ai 14 anni e del 45% dai 14 ai 19 anni».

Un no quindi agli inceneritori in generale senza se e senza ma. Se e ma che invece pone Legambiente, come spiega il presidente regionale Piero Baronti: «Perché domani non partecipiamo? Perché Legambiernte non è contraria in assoluto alla termovalorizzazione. Noi siamo per la gestione integrata dei rifiuti e la nostra preoccupazione è quella che ci sia il numero di impianti di incenerimento strettamente necessario. Ci sono poi alcuni aspetti della piattaforma dei comitati che domani parteciperanno alla manifestazione che non condividiamo: il primo è che contestano anche l’incenerimento delle biomasse; il secondo è che non c’è alcun riferimento al problema de mercato delle differenziate. Si fa finta di niente, ma come ho già avuto modo di dire nei giorni scorsi senza la chiusura della filiera si può spingere fino anche al 70% la raccolta differenziata, ma si allargherà soltanto la forbice tra quello che si raccoglie e quello che si ricicla».

Sulla questione dell’inceneritore di Case Passerini, Legambiente Firenze ribadisce la sua posizione attraverso un comunicato dei suoi rappresentanti Leonardo Sgatti e Paolo Masserelli, Nel quale spiega che l’associazione: «Continua a ritenere inaccettabile il termovalorizzatore della Piana ed è preoccupata di fronte ad una VIS (valutazione impatto sanitario) che non comprende valutazioni su aeroporto di Peretola e autostrada. Noi – prosegue - comprendiamo e condividiamo le giuste proteste dei cittadini per l´impianto di Case Passerini , ma rimaniamo ancora perplessi sull´alternativa del "trattamento a freddo"».

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