[18/12/2006] Acqua

Quanto salirà il livello del mare nei prossimi 100 anni?

LIVORNO. Sull’ultimo numero di “Science” è stato pubblicato uno studio di Stefan Ramstorf del Centro di ricerche sul clima di Postdam (Germania) che prevede un innalzamento massimo del livello dei mari compreso fra i 50 e i 140 centimetri entro il 2100, una stima molto più alta di quella dell´Intergovernmental panel on climate change (Ipcc) dell’Onu che indicava innalzamenti tra i 9 e gli 88 cm.

Per Rahmstorf gli altri studi e i modelli usati finora «sottostimano l’aumento del livello del mare già avvenuto», invece i dati del Centro di ricerche sul clima di Postdam si basano sui cambiamenti delle temperature atmosferiche e del livello del mare già avvenuti in passato e che dimostrano che 1900 a oggi ci sarebbe già stato un innalzamento degli oceani di 20 centimetri».

Se le previsioni dei ricercatori tedeschi fossero vere, con l’aumento di 100 cm. Del livello del mare interi piccoli stati insulari dell’Oceania scomparirebbero, ma verrebbero sommerse anche aree costiere del Bangladesh e degli Stati Uniti e città come Venezia, ma anche aree paludose, delta, ed interi quartieri di metropoli come New York e Buenos Aires sarebbero fortemente minacciati se non mettessero mano a costosissime opere di difesa.
Per i ricercatori tedeschi «20.000 anni fa, durante l’epoca glaciale, le temperature medie erano di 4-7°C più basse di quelle odierne, il mare si trovava circa 120 metri al di sotto del livello attuale. Nel Pliocene, con temperature di 2-3 gradi più elevate, il mare era dai 25 ai 35 metri più alto di oggi. Da ciò si ricava una variazione del livello marino medio di 10-30 metri per grado Celsius».

E Rahmstorf spiega che «la mia conclusione principale non è che le mie previsioni siano migliori delle altre, ma semplicemente che il margine di incertezza è molto superiore di quanto si ritenga, considerata la differenza di risultati ottenuti con metodi tutti ragionevoli. La possibilità di un innalzamento più rapido del livello del mare andrebbe preso in considerazione pianificando azioni di difesa delle coste adeguate. Ci sono aspetti della fisica di questi processi che ancora non siamo in grado di comprendere, come per esempio l’influsso delle correnti sul differente livello di innalzamento fra i due emisferi: se rallentate la Corrente del Nord Atlantico, otterrete un maggiore aumento in quell’Oceano».

Studi che contraddicono i dati meno preoccupanti pubblicati dell’Ippc nel 2001 che parlavano di un ritmo di aumento del livello medio del mare durante il XX secolo variante tra 1,0 e 2,0 mm. all’anno, con un valore medio di 2,5 mm, dati si basavano sui registri strumentali degli ultimi due o tre secoli del livello del mare localmente, provenienti dai mareografi.

Per l’Ipcc «il ritmo medio di aumento del livello del mare è stato maggiore durante il secolo XX che nel XIX. Non si è rilevata nessuna accelerazione importante del livello del mare durante il secolo XX. Questo non è incongruente con i risultati del modello, dovuto alla possibilità di fattori di compensazione ed alla limitata disponibilità di dati»

E’ vero, dice lo studio dell’Ipcc, che durante l’ultima glaciazione il livello del mare era più basso di 120 metri «tuttavia si stanno producendo movimenti verticali nella zona terrestre, tanto ascendenti che discendenti, che rispondono al grande trasferimento della massa dei ghiacciai disciolti negli oceani. L’aumento più rapido nel livello mondiale del mare, è avvenuto tra 15.000 a 6.000 anni fa, con un ritmo medio è di 10 mm/anno». Secondo dati geologici dell’Ippcc, il cambio di volume degli oceani «può aver subito un ritmo medio di aumento di 0,5 mm/anno negli ultimi 6.000 anni e un ritmo medio di 0,1 a 0,2 mm/anno negli ultimi 3.000 anni. Questo ritmo è un decimo di quello che si è prodotto durante il secolo XX. Negli ultimi 3.000/5.000 anni, è probabile che le oscillazioni nel livello mondiale del mare nelle scale temporali di 100/1.000 anni, non hanno ecceduto gli 0,3/ 0,5 metri».

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