[18/12/2006] Parchi

I parchi dopo la finanziaria

PISA. Ai parchi nazionali la finanziaria porterà un bel po’ di soldi in più; circa il 40%. Non è davvero poco specie rispetto ad altri comparti a cui non è andata altrettanto bene. Ora si tratta di utilizzare presto e bene queste importanti risorse.
Ma qui non tutto va ancora per il verso giusto. Qualche parco nazionale, infatti, ha ora un presidente al posto di un commissario ma sono ancora troppi i parchi commissariati e comunque senza gli enti a regime.

Al Casentino come al Circeo, al Parco nazionale d’Abruzzo come ai Sibillini tutto resta inspiegabilmente e colpevolmente bloccato. Troppe beghe, troppi litigi e soprattutto troppa poca consapevolezza che con istituzioni tanto delicate non si può continuare a scherzare. I danni arrecati in questi anni ai parchi sono pesanti e non saranno facilmente sanabili; non se ne possono arrecare ora altri non meno gravi qualunque sia la giustificazione.

Ma ci sono anche altre cose che non vanno ancora come dovrebbero e visto che è finita la via crucis della legge finanziaria sarà bene metterci mano sul serio.
Il ministero dell’ambiente ha finalmente concordato o sta concordando con Federparchi che lo aveva richiesto, il modo per far ripartire i parchi.

A cosa devono servire quindi questi soldi in più? Metteremo ordine finalmente nelle aree protette marine bloccate da anni e non solo nei bilanci? La Meloria passerà e quando in gestione al parco di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli? E per Ape appennino parco d’europa ci saranno quei progetti finora rimasti lettera morta come lo è rimasta la Convenzione alpina? E il Santuario dei cetacei che riguarda anche la nostra regione con la liguria e la sardegna vedrà la cabina di regia rimasta zitta e cheta per troppo tempo combinare qualcosa? E’ previsto qualche tavolo dove si possa cominciare a discutere di queste cose o il ministero continuerà a far scena per conto suo?

Matteoli non ha lasciato solo pochi soldi ha anche privato le aree protette – tutte - di qualsiasi quadro di riferimento nazionale. Cosa si intende fare – ora non nel futuro - su questi problemi? E le tante - e troppe - conferenze nazionali di cui si è parlato che fine hanno fatto? Alle tante e diverse questioni ambientali che oggi assillano non soltanto il nostro paese i parchi e le aree protette possono dare un importante e significativo contributo ma per poterlo fare debbono essere considerate interlocutori affidabili e non pratiche burocratiche da gestire a proprio piaceimento come è avvenuto finora.

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