[27/02/2007] Aria

Treno Verde: la pioggia lava l´aria di Firenze, ma i problemi restano

FIRENZE. Almeno in questi giorni i fiorentini respirano un’aria un po’ meglio del solito. Grazie alla pioggia che ha fatto rientrare tutti gli inquinanti atmosferici nei limiti di legge. Male invece l’inquinamento acustico. A sostenerlo è il Treno Verde, la campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato, realizzata con il contributo di Sorgenia, alla fine della tappa fiorentina. E che stamani ha presentato i dati finali dell’inquinamento atmosferico e acustico di Firenze a bordo del convoglio ambientalista.

«Le analisi effettuate sugli inquinanti, – ha dichiarato Vittorio Valentini responsabile del monitoraggio effettuato dal Laboratorio mobile sperimentale RFI – non hanno fatto registrare superamenti dei limiti previsti dalla legge. Al positivo risultato complessivo hanno notevolmente contribuito le condizioni atmosferiche, favorevoli alla dispersione degli inquinanti e all’abbattimento delle polveri, e parzialmente il posizionamento del laboratorio mobile in una strada abbastanza aperta e costeggiata solo da bassi edifici. Nel terzo giorno di campionamento piccolo innalzamento dei valori dovuto alla ripresa del traffico nella giornata feriale».

Sotto controllo, a Firenze, gli agenti inquinanti messi sotto osservazione dal Laboratorio mobile RFI (PM10, CO, NO2, SO2 e O3), posizionato per 72 ore consecutive in via Gulobovich, angolo via Pistoiese. Preoccupante, al contrario, la situazione per quanto riguarda il benzene, monitorato, con l’ausilio di campionatori passivi ed analizzato dall’Istituto Sperimentale di RFI.
Nella settimana tra il 5 e il 12 febbraio attraverso campionamento ambientale e nelle giornate dell’8 e del 9 febbraio attraverso campionamenti personali, ha fatto registrare valori di, rispettivamente 5,3mg/m3(ambientale), 20,3mg/m3 e 9,8mg/m3(personali).

Non un buon segnale quindi, considerando che è 8 mg/m³ il limite giornaliero previsto dalla legge e che è previsto il raggiungimento graduale, entro il 2010, del limite di 5 mg/m³. Il valore di 20,3mg/m3 è stato rilevato quasi completamente all’interno della zona Ztl: ci vogliono più controlli e meno permessi per migliorare la situazione.

Sul fonte dell’inquinamento acustico benino di giorno, non si è oltrepassato il limite di 65 decibel, ma nelle ore notturne si è registrato uno sforamento che va dai 6 db del sabato sera agli 8 db del lunedì sera (63db contro i 55 previsti), che confermano la necessità di prestare attenzione al rispetto della tranquillità notturna.

«L’inquinamento acustico grava sulla qualità della vita dei cittadini di questa zona ad alta densità residenziale -. Commenta Leonardo Sgatti, presidente Legambiente Firenze - Altro punto debole, non emerso dai monitoraggi di questi giorni, è la mole di traffico che affligge la direttrice della via Pistoiese. Chiediamo quindi di potenziare il trasporto pubblico su ferro, in alternativa a quello privato».

«Quello che preoccupa - ha commentato Piero Baronti, presidente Legambiente Toscana – sono i ben 34 superamenti di PM10 già raggiunti dalla città di Firenze nei primi 57 giorni del 2007. Mancano solo due superamenti giornalieri di 50 µg/m3 per mettere fuori legge la qualità dell’aria di Firenze e per raggiungere le due già maglie nere toscane di Carrara e Lucca, rispettivamente a 40 e 38 superamenti. Le amministrazioni devono intraprendere una strada che conduca a scelte ponderate ma decise, tese a uno sviluppo sostenibile che rispetti la vivibilità del centro urbano: interventi su Ztl, corsie preferenziali potenziate e controllate, isole pedonali, piste ciclabili, car sharing, potenziamento dei mezzi pubblici e road pricing».

Sulla necessità di potenziare il trasporto pubblico si è pronunciato anche l’assessore regionale all’ambiente Marino Artusa, presente alla conferenza stampa, assieme al vicesindaco di Firenze Giuseppe Matulli.
Quest’ultimo ha ribadito l’importanza di realizzare la tramvia per decongestionare il traffico cittadino e si è tolto qualche sassolino dalla scarpa, lamentando il cattivo uso che fanno i cittadini del suolo pubblico. Da cui la difficoltà a portare avanti ragionamenti che vanno verso politiche di trasporto collettivo a scapito di quello privato.

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