[27/02/2007] Urbanistica

Anche gli ecomostri nel loro piccolo si ´incazzano´

LIVORNO. Iniziative Toscane, società proprietaria delle villette in costruzione sulla collina a Monticchiello, prosegue la sua battaglia per nulla intimorita dalle prese di posizione che da quest’estate, e da ogni parte, vengono rivolte contro la realizzazione dei nuovi appartamenti previsti nel comune di Pienza.

E questa volta l’azienda attacca direttamente tutti coloro che associano la parola ecomostro a Monticchiello: «Ecomostri a chi?». È la frase centrale della pagina pubblicitaria acquistata da Iniziative Toscane sull’Unità di oggi. Intorno alla frase, i ritratti di operai e tecnici al lavoro per portare a termine l’opera che, dopo le denunce iniziali dell’estate scorsa da parte dello scrittore e critico letterario Alberto Asor Rosa su Repubblica, è arrivata a scomodare perfino il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli.

Sotto le immagini dei lavoratori una spiegazione testuale dei Casali di Monticchiello intesi come “gita da brivido” (per via dei mostri e degli ecomostri appunto) e infine l’intestazione per lo meno ambigua: a sinistra “Comune di Pienza”, al centro “Patrimonio mondiale dell’umanità” e a destra “Provincia di Siena”. Ma con gli enti locali e con l’Unesco questa pubblicità non ha ovviamente niente e a che fare.

«Già a settembre era accaduto qualcosa del genere – spiega Michele Taddei, portavoce del presidente della Provincia di Siena - in una pubblicità apparsa su riviste di settore usarono addirittura i loghi e subito noi scrivemmo loro per chiederne la rimozione. Questa volta in effetti almeno i loghi li hanno tolti ma il messaggio resta ancora ambiguo, giocando sul concetto di “comune” e di “provincia” che può essere inteso sia come ente che come spazio territoriale».

Di sicuro c’è che la strategia comunicativa di Iniziative Toscane non è affatto morbida, basti vedere anche il sito internet con tanto di pagelle (quasi sempre cattivissime) nei confronti di chi affronta il tema-monticchiello. E di sicuro c’è anche che né la Provincia, né il Comune di Pienza (né tantomeno l’Unesco), hanno a che fare con questa pagina pubblicitaria pubblicata su un solo quotidiano, cioè nelle pagine nazionali dell’Unità.

Torna all'archivio