[27/02/2007] Rifiuti

Legambiente: nelle cave di marmo il marmo non si estrae più

CARRARA. Nel 2006 i quantitativi totali estratti dalle cave di marmo di Carrara sono aumentati di circa 100.000 ton (raggiungendo i 5.246.673 di ton), ma la percentuale di detriti è rimasta pratica-mente invariata (82,8% anziché 82,9%). Sono i dati diffusi da Legambiente che è riuscita finalmente ad ottenere dall’ufficio marmo del comune: la situazione è grave e peggiora di anno in anno, perché l’andamento dei quantitativi estratti negli ultimi 6 anni, infatti, mostra una chiara tendenza al peggioramento, con una percentuale di detriti che passa dal 78,4% nel 2001 all’82,8% nel 2006.

Ne escono così rafforzate le richieste avanzate in gennaio da legambiente: «Il comune deve intervenire revocando immediatamente la concessione alle cave in cui la produzione di marmo in blocchi è inferiore al 10%; imponendo alle altre cave che producono dal 10 al 30% in blocchi di rientrare entro il 2007 al di sopra del 30%, pena il ritiro della concessione (da affidare poi a imprenditori più capaci, abbandonando le cave a bassa produttività in blocchi)».

Gli ambientalisti osservano che in questo modo diminuirebbe sensibilmente anche il traffico dei camion, migliorando i livelli di Pm10 in città, oggi intollerabili. Il sindaco aveva annunciato una commissione tecnica composta da imprenditori, ambientalisti e sindacati– per «un approfondito esame delle condizioni e delle modalità di coltivazione delle cave di marmo, finalizzato anche alla eventuale adozione di specifiche misure regolamentari».

Tuttavia, dopo l’incontro preliminare dell’11 gennaio e la designazione dei rappresentanti degli ambientalisti, la commissione non è mai stata convocata.

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