[28/02/2007] Rifiuti

Traffico di rifiuti: operazione Arcobaleno dei Noe, 11 arresti

LIVORNO. Anche le Marche sono entrate nel giro del traffico di rifiuti e si sono prestate ad essere definite regione “pattumiera” dei rifiuti tossici industriali del Nord, provenienti soprattutto da Veneto e Lombardia e smaltiti illegalmente in impianti non attrezzati o addirittura nelle cave, al ritmo di sei-sette camion al giorno. E´ questo infatti lo scenario emerso dall´operazione Arcobaleno, condotta dai carabinieri del Noe di Ancona e coordinata dal sostituto procuratore di Pesaro Massimo Di Patria, che ha portato oggi all’arresto di undici persone: cinque intermediari del settore rifiuti, un gestore di discarica, cinque titolari di impianti di recupero.

Fra il 2003 e il 2005 e parte del 2006, rifiuti speciali quali fanghi industriali, bitume, amianto, vernici e altri materiali sono stati smaltiti in discariche o impianti non autorizzati, grazie anche al ricorso a bolle di accompagnamento falsificate, relative a materiali di recupero industriale già trattati.
In totale, nel periodo sotto inchiesta 40 mila tonnellate di scarti illegali sono state sepolte tra discariche abusive e cave, nella sola provincia di Pesaro Urbino; 100 mila tonnellate in tutte le Marche.

Si scopre così almeno una parte di quella quota di rifiuti speciali mancanti alla contabilità del rapporto Apat 2006, in cui si legge che a fronte di 108 milioni di tonnellate prodotte, di cui circa 57 milioni di tonnellate di rifiuti non pericolosi, 5,3 pericolosi e oltre 46 milioni di tonnellate di rifiuti da costruzione e demolizione, solo 95 milioni di tonnellate vengono gestite. E di questi circa la metà- come si legge sullo stesso rapporto- vengono stoccati in impianti operanti in regime semplificato.

E se «è fondamentale l’opera di controllo del territorio e contrasto al traffico illegale di rifiuti che stanno portando avanti le forze dell’ordine”, come dichiara Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente, a commento dell’azione del Noe, è fondamentale anche avviare una seria attività di controllo alla fonte. Ovvero laddove questi rifiuti vengono prodotti. E dare anche risposte chiare per governare il problema, e questo non può che tradursi in soluzione impiantistiche per poter allocare in maniera corretta, legale e autorizzata, gli scarti del sistema industriale.

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