[01/03/2007] Rifiuti

Del Ghingaro (Capannori): Opzione rifiuti zero è obiettivo simbolico

CAPANNORI (Lucca). Non è facile trovare un sindaco che entra personalmente nel merito dello spinoso problema del governo dei rifiuti. Onore al merito quindi e complimenti per
i risultati ottenuti nella raccolta differenziata al sindaco di Capannori Giorgio Del Ghingaro (Nella foto insieme ad Alan Friedman).

A questo proposito a che percentuale siete arrivati?
«Vi ringrazio per i complimenti, ma è anche vero che se non lo fa un sindaco chi lo deve fare? Del resto sono piuttosto sensibile alla materia visto che diversi anni fa sono stato presidente di Ascit. Comunque la percentuale media di tutto il comune (45mila abitanti in un territorio sterminato di 156 chilometri quadrati e 40 frazioni) si aggira intorno al 50% ma nelle frazioni in cui facciamo il porta a porta abbiamo raggiunto l’82%. La cosa però forse più significativa è che per la prima volta abbiamo avuto una diminuzione complessiva del rifiuto, pari al 2%».

Abbiamo letto che l´obiettivo "rifiuti zero" al quale voi mirate è possibile conseguirlo verso il 2020-2025, nel frattempo come pensate di far fronte al problema dei rifiuti?
«Intanto spingendo ancora di più il porta a porta. Dai 15mila cittadini coinvolti attualmente passeremo entro il 2007 ai 25mila. Poi naturalmente facendo un grosso lavorativo formativo per la riduzione dei consumi, che significa anche consumare bene. Infine puntiamo alla valorizzazione della frazione organica: abbiamo distribuito gratuitamente migliaia di composter per il terriccio e continueremo a farlo. Contemporaneamente abbiamo dato la nostra disponibilità alla costruzione di un impianti di compostaggio sul nostro territorio per produrre compost di qualità. Un impianto modernissimo in grado di raccogliere 25mila o 50mila tonnellate di organico, la quantità la stiamo decidendo insieme alla Provincia».

Facciamo qualche considerazione nel merito dei flussi che avviate a recupero. A noi risulta per esempio che la vostra frazione umida la portate a Montespertoli, mediamente un buon 20 % viene a sua volta scartato e deve essere avviato a discarica?
«Non mi risulta e mi informerò perché questo dato può forse essere vero per la media complessiva, non certo per Capannori da dove viene fuori compost di qualità, garantito dai nostri operatori che fanno un controllo quotidiano. Escludo assolutamente che dal nostro porta a porta possa uscire una percentuale così alta di scarti».

La vostra carta viene invece avviata alle cartiere, lei sa che dal riciclo della carta esitano dal 20 al 40% di rifiuti che devono essere avviati o a discarica o a incenerimento? Sa dove vanno quei rifiuti?
«Le cartiere producono rifiuti speciali, che seguono un percorso loro. Però bisogna anche sottolineare che il polo cartario di Capannori si prende in carico i maceri di mezza Europa e quindi non capisco perché gli scarti delle lavorazioni dovrebbe rimanere qui».

Forse perché le aziende che li lavorano ne traggono profitti, così come i loro dipendenti e tutto il territorio.
«Guardi purtroppo le industrie cartarie del nostro territorio ormai sono tutte multinazionali, quindi non condivido il suo ragionamento. E comunque stando così le cose ricordiamo anche che aziende e città di buona parte della Toscana prelevano un’altra grandissima risorsa al territorio di Capannoni, e cioè l’acqua. Giustamente viene portata anche in altri territori, ma allora poi perché altri territori non dovrebbero concorrere con noi compensando con i rifiuti?».

Il vostro multimateriale viene avviato a Revet, lei sa che dalla selezione del multimateriale esitano ulteriori rifiuti, in una percentuale intorno al 10%, che debbono essere avviati a discarica?
«Penso che questa percentuale sia una cosa normale, c’è sempre uno scarto che non può essere riciclato. Ma forse c’è un fraintendimento nel mio pensiero. Io non dico che non deve essere completato il ciclo dei rifiuti, ma ritengo che la gestione complessiva vada corretta investendo molto di più sulla raccolta differenzia spinta. Poi è ovvio che sono d’accordo ad avere degli impianti compatibili con l’ambiente e con il territorio, questo è il reale percorso verso rifiuti zero».

Quindi il rifiuto da rifiuto non è da voi considerato anche se qualche territorio, che non è il vostro, se ne deve far carico?
«Noi bisogna eliminare il rifiuto da rifiuto, ottimizzando prima di tutto i consumi, perché oggi tutto è riciclabile. Sa cosa significherebbe per l’intera Toscana avere percentuali di raccolta differenziata come Capannori? Noi grazie a questi sforzi abbiamo risparmiato un milione di euro di conferimenti in discarica, soldi con il quale finanziamo porta a porta maggiore. Che significa avere un rifiuto più pulito, meno soggetto a scarti. Ma per riuscire ad ottenerlo, significa diminuire il ricorso a discariche e inceneritori».

Sì, ma resteranno comunque tra il 20% e il 40% di scarti di fanghi di cartiera, resterà il 10% di scarti di Revet, resterà dal 10 al 20% di rifiuti anche pericolosi derivati dalle operazioni di recupero dei Raee, il 20-30% degli ingombranti scartati dagli impianti di selezione/recupero….
«Non tutto perché per esempio con una raccolta porta a porta minuziosa lo scarto che ha la Revet mi auguro venga diminuito e così altre tipologie. Con scelte coraggiose possiamo davvero ridurre i rifiuti».

Ridurre i rifiuti o rifiuti zero?
«Non è che rifiuti zero significa zero assoluto, si tratta di un obiettivo simbolico».

A proposito di rifiuti zero. Con questa frase si indica solitamente i rifiuti urbani. Lei sa che i rifiuti speciali prodotti nella Provincia di Lucca sono 4-5 volte quelli urbani? E dove vanno?
«Io mi occupo del mio comune e le assicuro che è già abbastanza complicato, per cui non sono quanti sono gli speciali della Provincia. Posso però dire che anche i nostri rifiuti speciali sono in calo e useremo gli stessi percorsi avviati per gli urbani per ridurli ulteriormente».

Lei è contrario a recuperare energia dai rifiuti, anche da quelli dai quali non si può recuperare materia?
«Stante la situazione attuale è importante diminuire il più possibile le tariffe e offrire un servizio più efficiente ai cittadini. Se quindi da un ciclo che comunque non ritengo corretto come quello del recupero di energia dai rifiuti, si riesce ad abbassare le tariffe, per il momento ben venga anche il recupero di energia. La cosa che mi stupisce è che si dice che gli impianti ci vogliono a prescindere. Ma perché nessuno fa uno sforzo vero per cambiare approccio? Se noi facessimo la raccolta differenziata spinta sulla carta in qualche modo contrasteremmo coloro che auspicano l’incenerimento. Se tutti ci muovessimo insieme toglieremmo risorse all’incenerimento. Ma nessuno si muove, mentre invece dovremmo fare uno scatto in avanti forte».

A noi risulta che i vostri rifiuti indifferenziati vengano avviati all´impianto di selezione di Pioppogatto nel comune di Massarosa. Sa dove viene avviata la frazione secca derivata dalla selezione di quest’impianto?
«Va all’inceneritore di Falascaia, nel comune di Pietrasanta».


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