[01/03/2007] Rifiuti

Barocci: «Manifestiamo contro il piano provinciale di Grosseto dei rifiuti»

GROSSETO. Sabato mattina a Grosseto è in programma la manifestazione dei comitati che prevede l’afflusso in piazza Dante di decine di trattori provenienti da tutta la provincia.
«L’obiettivo della manifestazione di sabato è il piano provinciale rifiuti – spiega Roberto Barocci - perché non realizza gli impegni presi. In particolare siamo a -22% per la raccolta differenziata, con un calo del 4% nel 2005 sul 2004, mentre invece si dovrebbe raggiungere il 51%. Questo succede perché il gestore chiede per ritirare una tonnellata di indifferenziato una cifra minore rispetto a quelli dei rifiuti differenziati. Tutto questo mentre continua a crescere la produzione dei rifiuti».

Per Rifondazione invece adesso tutti gli impegni sono volti all’impiantistica «che non compensa né risolve il fallimento della differenziata – dice Barocci – perché questi impianti richiedono una quantità costante di materiale indifferenziato: lo dice il contratto di 27 anni con Unieco per produzione di cdr».

Attualmente però i rifiuti di Grosseto finiscono in altre Province. E forse sarebbe più opportuno intervenire contemporaneamente sia sul fronte della riduzione e della raccolta differenziata, sia su quello dell’autosufficienza impiantistica. «In effetti queste sono due situazioni che vanno affrontate di pari passo» prosegue Roberto Barocci, «però si parla di impianti che prevedono una capacità di trattamento del materiale molto più alta rispetto al fabbisogno della Provincia».

Barocci non cambia opinione sul cogeneratore di Scarlino neppure ora che col passaggio da Marseglia a Sta si prefigura un ruolo diretto del pubblico nella gestione, che è anche quanto previsto nel programma elettorale di Rifondazione comunista.

«E’ vero che c’era nel programma – precisa – ma Rifondazione poneva l’obbiettivo della transitorietà, cioè di una gestione transitoria in attesa che la raccolta differenziata raggiungesse gli obiettivi previsti. Ma di questa transitorietà non c’è più traccia, mentre ci sono segnali evidenti delle esigenze a lungo termine di questi impianti».

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