[09/03/2007] Rifiuti

Pisa: Gli impatti vanno confrontati e ridotti

PISA. E’ stata forse meno affollato del previsto l’incontro organizzato da Legambiente Pisa in collaborazione con l’International society doctors for enviroment (Isde) su “Rifiuti e Salute”, notata l’assenza di amministratori e politici, con la sola eccezione dell’assessore all’ambiente di Pisa Paolo Ghezzi, ma il dibattito non ne ha certo sofferto per vivacità ed interesse, ad iniziare dal tema all’ordine del giorno a Pisa: l’ampliamento dell’inceneritore di Ospedaletto.

Il pubblico ha dimostrato interesse per temi ostici, per dati e cifre che molti forse sentivano per la prima volta, e presto la discussione è scivolata da polveri e nanopolveri e diossine agli stili di vita di tutti i giorni ed alla responsabilità comune nel produrre inquinamento e smaltire i rifiuti. Fabrizio Nardo, esperto d’impianti di smaltimento di rifiuti, ha fatto notare che l’incenerimento non chiude il ciclo dei rifiuti ed ha passato in rassegna le diverse forme di trattamento dei rifiuti, compresa quella dissociazione molecolare che sta sollevando grandi discussioni in Toscana e che Nardo ha detto di non aver riscontrato in letteratura scientifica ma che ha visto ben presente sui siti di alcune aziende. Per il tecnico una soluzione efficace sarebbe quella della gassificazione che però è molto cara.

Fabrizio Bianchi, dell’istituto di fisiologia clinica del Cnr e noto per le sue ricerche epidemiologiche sugli effetti degli inceneritori, ha detto che non esiste nessun impianto che non provochi danni ma che tutto va confrontato con le altre fonti di inquinamento. Per esempio un inceneritore fa meno male del traffico. Quindi, ormai non si tratta più i di discutere di un dato epidemiologico che è scontato, ma di ridurre le emissioni in assoluto e da ogni fonte. Maria Grazia Petronio, presidente provinciale dell’Associazione medici per l’ambiente, ha fatto rilevare che i medici di base, anche se in forma empirica, cominciano ad osservare un aumento di malattie legate evidentemente alla qualità dell’ambiente. I medici devono perciò essere parte attiva nella battaglia contro l’inquinamento.

Mariangela Vigotti dell’università di Pisa e del Cnr, ha sottolineato come a Pisa ci sia una correlazione tra picchi di polveri sottili e ricoveri di bambini per problemi respiratori. Per Vigotti le generazioni precedenti hanno vissuto in un mondo meno inquinato e le ricerche scientifiche dimostrano che per la qualità e la durata della vita è importante dove si nasce e dove si cresce più di dove si vive in età adulta, quindi l’inquinamento è un’ipoteca sulla vita e la salute delle nuove generazioni.

Per Roberto Barale, genetista dell’università di Pisa, le ricerche sugli effetti dell’inquinamento ci sono, le conoscenze pure, mancano le capacità politiche e amministrative di mettere in campo provvedimenti e decisioni che mettano concretamente in atto misure per risolvere i problemi che i dati scientifici rivelano.
La discussione si è poi frammentata in quelli che potremmo definire tre diversi livelli di ostilità all’inceneritore:
Il Comitato “non bruciamoci Pisa” ha invitato a firmare la petizione ostile ad ogni ipotesi di incenerimento, altri hanno fatto notare che Pisa potrebbe essere autosufficiente con gli impianti che ha se non importasse rifiuti e Legambiente ha fortemente criticato il piano provinciale dei rifiuti: «se seguissimo le previsioni di crescita dei rifiuti paventate, dovremmo costruire un inceneritore ogni dieci anni». Il Cigno verde pisano ha chiesto per i prossimi giorni un incontro agli amministratori locali e provinciali per discutere i temi del convegno e presentare le sue proposte.

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