[09/03/2007] Energia

Accordo Ue, Prodi: Evitare che Italia si trovi impreparata come per Kyoto

ROMA. Le conclusioni del Consiglio europeo su clima ed energia, che fissano un obiettivo vincolante del 20% per le energie rinnovabili da produrre entro il 2020 soddisfano Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente: «L’accordo raggiunto oggi dai leader dei 27 sull’obiettivo per l’energia pulita è un passo importante per l’Europa nella lotta al cambiamento climatico. E’ una scelta lungimirante per la tutela del pianeta e degli equilibri climatici ma anche un’ottima opportunità per l’economia europea di accrescere la propria competitività sul mercato globale, attraverso un nuovo impulso all’innovazione tecnologica».

«L’ideale sarebbe stato, però, – aggiunge il presidente di Legambiente - fissare un target specifico e vincolante anche per la produzione di energia elettrica da rinnovabili. Mentre è forse troppo ottimistico l’obiettivo per i biocarburanti, che possono senz’altro contribuire al mix di energie pulite necessario a tagliare la nostra dipendenza dai combustibili fossili, ma hanno impatti sul fronte ambientale, sociale ed economico di cui bisognerà tenere conto al momento della produzione».

Della Seta chiede al governo italiano di passare dalle parole ai fatti: «Non è infatti più ammissibile che alla posizione avanzata del nostro Paese nelle trattative internazionali sul clima, non corrisponda un impegno concreto dell’esecutivo per favorire la produzione di energia pulita, attraverso nuovi meccanismi d’incentivazione delle fonti rinnovabili e la semplificazione delle procedure autorizzative».

A rispondere indirettamente da Bruxelles è il presidente del Consiglio, Romano Prodi (Nella foto), che ha annunciato che nei prossimi giorni riunirà i ministri competenti in materia di energia per un grande piano di emergenza sui mutamenti climatici, ma comunque senza assolutamente ricorrere al nucleare.

«L´obiettivo del 20% di energie rinnovabili entro il 2020 - ha detto Prodi alla stampa - obbliga a cambiamenti radicali della politica europea e della politica industriale dell´Italia. Vi sarà una mobilitazione straordinaria per la politica delle energie rinnovabili, per una nuova politica industriale altrimenti l´Italia resterà non solo fuori dai nuovi settori, ma avrà anche danni per le conseguenze finanziarie». Per Prodi occorre «riorganizzare tutto il sistema energetico italiano, bisogna evitare che l´Italia si trovi impreparata come è successo per Kyoto. Per l´Italia si apre una grande sfida nella ricerca, nell´innovazione e nello sviluppo industriale: siamo estremamente arretrati in questo settore e abbiamo perso anche alcuni vantaggi relativi che avevamo sull´energia solare ed eolica. Dobbiamo fare un grande sforzo soprattutto per inserirci sull´energia solare di ultimissima generazione, su cui l´Europa è leader, e non è troppo tardi».

Il presidente del Consiglio ha anche detto che per sostenere lo sviluppo delle fonti rinnovabili «é necessario armonizzare su scala europea un sistema di aiuti pubblici».

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