[13/03/2007] Urbanistica

Asor Rosa e rete comitati, Ferruzza: «Sì denunciare, ma anche controproporre»

LIVORNO. «Il primo ragionamento di Asor Rosa era interessante, ma adesso il livello del dibattito mi sembra scaduto»: parole del Governatore Claudio Martini che indicano che ormai è polemica aperta con Asor Rosa. Dopo l’accesa dialettica con l’assessore Conti per il caso Montichiello, adesso Asor Rosa è stato indicato alla guida della rete dei comitati toscani che si battono per il paesaggio, contro «i danni che le amministrazioni comunali stanno producendo» che lui stesso ha proposto a cominciare dalla Toscana.

La nomina è arrivata durante un convegno organizzato sabato scorso a Fiesole dal Comitato nato a protezione dell’omonima cittadina . E si annuncia una nuova stagione conflittuale. Più matura dice Asor Rosa e più efficace sottolinea il presidente toscano di Italia Nostra, Nicola Caracciolo: «Dato che la regione Toscana ha abdicato è necessario ricostituire un sistema d’autorità cui poter fare ricorso in caso di problemi».

Ma il governatore toscano non ci sta e a titolo di tutti gli altri amministratori tacciati di “assenteisti” per aver snobbato l’appuntamento, rinvia al mittente e rincara la dose: «A Fiesole nessuno ci ha invitati, nessun contatto con gli organizzatori, quindi era un modo per dimostrare che sfuggiamo al confronto. Se avessi fatto la stessa cosa si direbbe che sono un cafone». E sottolinea l’impronta esplicitamente critica che il convegno di Fiesole voleva avere. «i comitati sbagliano» aggiunge Martini, «perché se la critica alle istituzioni è legittima è invece sbagliato chiudere al confronto».

Ma anche Legambiente ha preso le distanze da quanto emerso al convegno di Fiesole e smentisce di essere tra gli organizzatori. Abbiamo chiesto allora al direttore Fausto Ferruzza di spiegarci la posizione dell’associazione che dirige a livello toscano.

«Legambiente, con la sua capillare rete di circoli locali, è presente e spesso protagonista in molte delle vertenze a carattere urbanistico che si sono strutturate negli ultimi anni in Toscana. Ogni sforzo quindi, associativo e di movimento, che vada nella direzione del coordinamento di queste battaglie comuni, registra e registrerà l´interesse della nostra associazione. A patto naturalmente che ci sia rispetto per i rispettivi ambiti decisionali e le singole autonomie delle varie sigle della Rete. Solo assumendo e percependo realmente come nostra principale ricchezza la diversità dei tanti approcci alla questione ecologica, si potrà dialogare tra noi in modo sano, costruttivo e duraturo. Avendo infine cura di denunciare, ma anche di controproporre, soluzioni plausibili e concrete».

E dell’allarme di Italia Nostra per le torri eoliche?
«L´agenda politica ha finalmente messo al primo punto la grande questione globale dei cambiamenti climatici. Non ci sono ricette miracolistiche. O soluzioni uniche. Ci sono soltanto delle direzioni obbligate di marcia. Direzioni obbligate e composite. Fatte di risparmio energetico. Di efficienza energetica e d´innovazione tecnologica; infine di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia. Ora, tra tutte le rinnovabili, l´eolico è ad oggi la fonte più matura (tecnologicamente ed economicamente). Il che non significa naturalmente che si debbano implementare solo parchi eolici e in qualsiasi sito. Occorrono prudenza e procedure trasparenti. Scelte oculate dei siti e partecipazione dei cittadini negli iter decisionali. Ma questo significa altrettanto certamente che l´eolico è un asse strategico del nuovo sistema energetico nazionale. Quindi inspiegabili e inopportune ci paiono le crociate conservazioniste contro questa fondamentale fonte di energia rinnovabile e pulita».

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