[13/03/2007] Comunicati

Blair: «Proposta rivoluzionaria sul cambiamento climatico»

LIVORNO. Il governo britannico è il primo a dare un quadro giuridico agli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra. Il primo ministro Tony Blair (Nella foto) ha detto che la proposta di legge sui cambiamenti climatici presentata oggi è rivoluzionaria e dimostra che la Gran Bretagna ha la leadership nel mondo nell’affrontare il climate change, mentre il ministro dell’ambiente David Milibaund ha descritto il provvedimento come «un confine internazionale».

Se verrà approvata dal Parlamento la legge fisserà legalmente i limiti obbligatori per ridurre le emissioni di anidride carbonica dal 26 al 32% entro il 2020 e del 60% entro il 2050, più di quanto previsto dall’Ue. Ciò significherebbe anche che se il governo Blair, o qualunque amministrazione verrà dopo la sua, non dovesse raggiungere questi obiettivi, potrebbe finire davanti ai giudici che potrebbero obbligarlo ad acquistare crediti di emissioni per mantenere il limite preventivato.

Il governo britannico spera di poter approvare definitivamente la legge entro il 2008, e con un "carbon budget" stanzierebbe per i prossimi 15 anni aiuti ai cittadini ed alle imprese per riprogettare i loro consumi energetici. Un comitato consultivo indipendente esaminerà annualmente i progressi del governo ed i ministri dovranno rispondere dei risultati ottenuti in Parlamento.

La proposta di legge sostiene che tutti i cittadini britannici dovranno fare la loro parte per affrontare le emissioni di CO2 e che questo non dovrà causare un peggioramento della qualità della vita. Questo potrà accadere con forti investimenti nelle tecnologie a basso tenore di carbonio come l’eolico, e l´energia solare e riducendo la richiesta di energia. Milibaund lo ha spiegato parafrasando un adagio noto in tutto il mondo: «abbiamo bisogno delle carote ed abbiamo bisogno dei bastoni» ed ha aggiunto: «non mi occupo di dove verranno le riduzioni di carbonio: é un interesse pubblico e allora il mercato troverà il modo di farle».
A chi, come gli avversari politici e gli ambientalisti, protesta perché le misure non sarebbero sufficienti e di lungo respiro Blair ha risposto che «questo è un punto rivoluzionario nei confronti del cambiamento climatico. Rappresenta un esempio per il resto del mondo».

Per Miliband è necessario che la Gran Bretagna avvii un’azione rigorosa per affrontare il cambiamento climatico clima con i paesi come l´India e la Cina: «Ora posso dire loro che siamo il primo paese nel Mondo ad avere i requisiti legislativi – ha detto alla Bbc - e che per questo abbiamo una responsabilità globale nell’aiutare a risolvere questo problema. Allora posso anche dire che è vitale che facciano cambiamenti nella loro economia».

Forse non è un caso che il provvedimento sia stato reso noto il giorno dopo che il ministro delle finanze Gordon Brown ed il leader conservatore David Cameron hanno cercato di attirare il voto “verde” annunciando i loro programmi per combattere il cambiamento climatico.
La proposta di legge si concilia chiaramente con le proposte di Brown, mentre Cameron ha proposto obiettivi annuali per ridurre le emissioni di CO2 e un regime più duro di tassazione per i voli aerei. Invece nella proposta del governo sono inclusi i voli interni, ma non quelli internazionali che rappresentano il 90% delle emissioni prodotte dai trasporti aerei.

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