[14/03/2007] Acqua

Acqua, per la Banca Mondiale si può fare di più

LIVORNO. Si avvicina il 22 marzo, data in cui verrà celebrata la giornata mondiale dell’acqua che nel 2007 ha come tema «fare fronte alla penuria d’acqua» per far risaltare l’importanza crescente della scarsità idrica nel mondo e la necessità di rafforzare l’integrazione e la cooperazione per assicurare una gestione sostenibile, efficace ed equa delle risorse idriche localmente ed a livello internazionale.

L’acqua é sempre più preziosa e meno disponibile ed ormai rappresenta un caso di diritti e di ordine culturale ed etico.

E’ sempre più chiaro che bisogna agire sul disequilibrio tra domanda e disponibilità, sul degrado della qualità delle acque sotterranee e di superficie , sulla concorrenza infrasettoriale, sulle differenze interregionali ed internazionali, ma sullo sfondo rimane la questione essenziale: ci sarà sempre più penuria d’acqua.

In Giordania i depositi d’acqua installati sui tetti delle case della capitale Amman sono ormai un elemento del paesaggio e una necessità, perché il rifornimento d’acqua è assicurato solo per 2 ore al giorno.
Nello Yemen, la popolazione non consuma che il 2% della razione d’acqua che consumano in media gli abitanti del Pianeta. Il paese della penisola arabica preleva l’acqua praticamente solo dalle falde freatiche che si stanno riducendo rapidamente.
Tra i Paesi del Medio Oriente e del Nord Africa, la Giordania a lo Yemen sono i più pericolosamente esposti alla penuria d’acqua, ma in tutta la regione l’acqua è una bene raro.

Questo non vuol dire che questi paesi sono ineluttabilmente destinati ad un futuro difficile: la Banca Mondiale fa notare nel suo rapporto “Ottenere la migliore ripartizione delle risorse rare: Una migliore governance per migliorare la gestione dell’acqua nel Medio Oriente e in Africa del Nord”, che esistono i modi per far fronte al problema: se gli Stati modificano le loro politiche che favoriscono lo sfruttamento non razionale delle risorse di acqua non rinnovabile, l’inquinamento e gli attentati all’ambiente e se affrontano la carenza di infrastrutture idriche.

Intanto in Italia la Confederazione degli agricoltori (Cia) chiede di «muoversi subito con un preciso piano d’azione per fronteggiare l’emergenza siccità della prossima estate». Secondo la Protezione civile le annunciate precipitazioni nevose e piovose non risolveranno il problema della carenza idrica.

«Una situazione, quindi, ancora difficile che dice la Cia - sarà aggravata per l’agricoltura dalle conseguenze del maltempo, soprattutto per il forte abbassamento delle temperature, che dovrebbe verificarsi nei prossimi giorni».

La Cia sollecita il governo «ad adottare al più presto un programma pianificato di interventi per una corretta gestione delle risorse idriche sia in primavera che in estate. Un programma che venga gestito da un’apposita “Cabina di regia” presso la Presidenza del Consiglio. L’agricoltura italiana -avverte la Cia- non può affrontare un’altra emergenza di siccità senza un’adeguata pianificazione delle iniziative da intraprendere. Il settore, del resto, già vive una perdurante crisi strutturale e ulteriori danni alle colture sarebbero un pesante colpo alle imprese. Da qui l’esigenza di intervenire per tempo e con la massima concretezza».

Torna all'archivio