[14/03/2007] Acqua

Tariffe acqua, Rifondazione critica Publiacqua

FIRENZE. Rifondazione per nulla soddisfatta delle risposte del presidente di Publiacqua Amos Cecchi, date in Seconda commissione consiliare nel merito delle tariffe dell´acqua «per il momento non si prospetta nessuna soluzione soddisfacente all´orizzonte - afferma il consigliere di Rifondazione Mbaye Diaw - credo che non basti dire che le tariffe le determina l´Ato e che Publiacqua non c´entra niente. Sarebbe stato invece utile da parte del presidente illustrare il bilancio di Publiacqua, i costi di gestione, la manutenzione, la pulizia della rete fognaria ecc., in modo da poter valutare la situazione complessiva dell´azienda e capire dove poter intervenire per alleggerire i costi che sono sempre caricati sulla bolletta. Cercare di ridurre il consumo d´acqua è un obiettivo nobile, ma va perseguito tenendo conto delle fasce più deboli e di nuclei familiari numerosi perché la tariffa viene calcolata solo in base al consumo complessivo dell´abitazione: con questo sistema è chiaro che le famiglie numerose dovranno pagare una bolletta molto alta».

Sull’aumento delle tariffe dell´acqua previsto per i prossimi anni (e confermato da Cecchi) necessario per gli investimenti volti ad adeguare la rete fognaria ai parametri Europei Diaw ha dichiarato «Questi ulteriori costi non devono ricadere sulle famiglie; dovrà essere invece l´ ATO ad adoperarsi presso il governo nazionale per reperire i fondi necessari a questo scopo. L´individuazione di tre scaglioni progressivi- ha aggiunto Diaw- con l´obbiettivo di disincentivare un uso eccessivo di tale risorsa preziosa, non può essere l´unica strada. Il Presidente Cecchi non ha detto niente sull´impegno indispensabile per la riduzione delle perdite lungo la rete. Istituire un fondo di aiuto, o solidarietà per i più deboli potrebbe essere una soluzione».

L’esponente di Rifondazione comunista è tornato poi sul tema pubblico-privato. «La privatizzazione ha prodotto un aumento della bolletta per tutti i cittadini perché questa gestione è di fatto più costosa di quella pubblica. Tanto più grave perché la funzione delle istituzioni è al contempo quella di soddisfare i bisogni ma anche quella di conservare per il futuro questo bene comune: sicuramente la società per azioni non si pone, per sua stessa natura, il problema di garantire il futuro uso del bene alla collettività. Rimangono quindi intatte e attendono ancora risposta- ha concluso Mbye Diaw- le domande contenute in una nostra interrogazione rivolta in questi giorni all´Amministrazione comunale, per sapere quali misure si intenda proporre all´Ato di competenza perché intervenga quanto prima per eliminare le iniquità nell´applicazione della tariffa del servizio idrico».

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