[23/03/2007] Acqua

Piene dell´Arno, Picchi: «Incrementare portata Scolmatore»

PISA. Nel numero di Marzo di “ambiente più informa”, periodico di informazione on line dell’assessorato all’ambiente della Provincia di Pisa, si trattano temi importanti come rischio idraulico, erosione ed approvvigionamento idrico. Per quel che riguarda la tutela dell’area di Pisa dalle piene dell’Arno, sono stati definiti gli interventi previsti secondo i programmi elaborati dal Servizio difesa del suolo della Provincia (approvati dall’Autorità di Bacino e ratificati dalla Regione Toscana).

La messa in sicurezza da eventi tipo 1966 si potrà ottenere con una serie di casse di espansione (nei comuni di San Miniato e Montopoli), oltre ad altre casse più a monte. Queste opere, per il tratto relativo alla provincia di Pisa, hanno un costo intorno ai 100 milioni di euro. «L’auspicio - dichiara l’assessore all’ambiente della Provincia Valter Picchi - è che il governo, sin dalle prossime Finanziarie, ci permetta di compiere ulteriori passi in avanti. Ma per la completa tutela di Pisa le casse non sono sufficienti: occorre incrementare anche la portata dello Scolmatore. I nostri uffici stanno da tempo lavorando al progetto della foce armata del canale, per il quale abbiamo ottenuto un finanziamento regionale di 2 milioni di euro. Adesso attendiamo che la Regione convochi la Conferenza dei Servizi».

Da Pisa scendiamo al mare. Avviato da Provincia, Comune di Pisa e Parco di San Rossore il piano contro l’erosione in atto lungo la sponda destra dell’Arno in prossimità della foce: fenomeno particolarmente aggressivo che vede il fiume spingere e in praticare scavare, rispetto all’attuale estuario, un secondo sbocco a mare. Il tutto mettendo in pericolo le “lame” di San Rossore (delicato ecosistema e habitat naturale di molti migratori e biodiversità).

La Provincia, che ha la titolarità della progettazione dei lavori per il rifacimento e il consolidamento della sponda minacciata, ha comunicato a Comune di Pisa e Ente Parco le nuove modalità d’intervento in procedura d’emergenza visto che la striscia di terreno che oggi fa da barriera alla “nuova” foce è sempre più sottile. Dato che la metà dei fondi per l’intervento, promessi dal precedente governo, non sono mai arrivati, la Provincia ha deciso, rispetto al progetto globale, di procedere intanto ad un primo lotto di lavori per la sistemazione della profonda insenatura. I fondi necessari, 600mila euro, saranno stanziati dagli enti locali.
Spostandoci in Valdicecina sta muovendo i primi passi la progettazione dell’invaso a servizio del campo pozzi di Puretta (acquedotto di Volterra e Pomarance) lungo il fiume Cecina. Il campo pozzi alimenta dagli anni Settanta l’acquedotto che serve Volterra e Pomarance.

Il livello dei pozzi, scavati nelle ghiaie della piana alluvionale del Cecina, cala sensibilmente nella stagione secca, insieme alle portate superficiali del fiume; di conseguenza la disponibilità idrica dell’acquedotto viene ridotta provocando disservizi all’erogazione. Ciò ha comportato spesso la necessità di compensare la falda con acque provenienti da invasi collinari privati. Da anni si discute quindi di dotare il gestore idrico di un invaso capace di accumulare acqua dal Cecina nella stagione piovosa, per utilizzarla nell’alimentazione del subalveo durante i mesi critici (generalmente da fine agosto alle prime piogge autunnali). Dopo la firma del Protocollo d’intesa tra i comuni dell’area, Comunità montana, provincia di Pisa, Asa, Ato, e la Fondazione Cassa di risparmio di Volterra (che ha dato un contribuito ad Asa di 150.000 euro) ora si passa alla fase operativa «Il finanziamento della Fondazione – commenta l’assessore provinciale all’ambiente Valter Picchi - fornisce ora una prospettiva concreta di risoluzione del problema, almeno a breve o medio termine».

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