[26/03/2007] Urbanistica

Governo del territorio, si discute a Firenze l´ipotesi di riforma

LIVORNO. La prima uscita di Alberto Asor Rosa dopo l’«investitura ufficiale» a leader dei comitati, è arrivata stamani, nel corso del seminario che la Fondazione per l’Istituto Italiano di Scienze Umane e la Regione Toscana hanno promosso per discutere della riforma di legge del governo del territorio. Intellettuali, studiosi, operatori, amministratori e parlamentari si confrontano su temi cruciali, sul valore di risorse comuni ed essenziali quali l´ambiente, le città, le molteplici connessioni tra beni pubblici e privati, tra Stato e mercato, tra solidarietà e dinamismo sociale.

Dopo aver ammesso «che il processo delle decisioni democratiche non è sostituibile», Alberto Asor Rosa ha richiamato l’attenzione della Regione a non sottovalutare, come invece rischia di fare, questi processi di autorganizzazione dal basso che dovranno essere contemplati nella legge di riforma del governo del territorio: il fenomeno dei comitati non è elemento estemporaneo – ha concluso - ma può diventare serio e incidere fortemente nella qualità delle relazione tra società civile e istituzioni».

Il presidente nazionale di Legambiente Roberto Della Seta ha invece evidenziato che «al di là delle riforme, in Italia si consuma troppo suolo e diventa difficile governare solo con la qualità senza fissare parametri e paletti ben definiti». L’intervento di Della Seta si è poi soffermato sulla mobilità: «è fondamentale – spiega – che laddove si rafforzano vie di comunicazione, non seguano automaticamente le case e i capannoni. Perché così è regolarmente avvenuto nel nostro Paese negli ultimi anni».

Il dibattito sulla proposta di legge del 2 marzo 2007 presentata dalla parlamentare ds Raffaella Mariani e da altri firmatari che riporta la questione “governo del territorio” al centro dell’agenda culturale e politica del Paese, si è sviluppato su alcuni dei nodi ancora presenti nel documento, ma anche e soprattutto sui temi forti attorno ai quali ruota la riforma: la sostenibilità, lo sviluppo, la tutela.

Per quanto riguarda la Regione Il presidente Claudio Martini ribadisce la disponibilità al dialogo «con quanti hanno voglia di dialogare e che intendono le istituzioni come interlocutori e non come antagonisti». In questo ambito e tenendo presente che «il paesaggio è fattore di business e può prestarsi a speculazioni contro le quali si deve fare argine, noi siamo interessati a discutere e a trovare soluzioni. Non è pensabile costruire qualcosa, che non sia arretrato, soltanto con i "no"».

Anche l’assessore regionale al governo del territorio Riccardo Conti batte il tasto del dialogo: «la pianificazione è il caposaldo del governo del territorio, che proprio in quanto bene pubblico, ha bisogno di essere governato. Anche per questo ben venga il dialogo, un dialogo partecipato, profondo e vero. Va da sé che per dialogare bisogna conoscersi».

«Suggerisco – ha continuato Conti - di prendere in esame il fatto che in Toscana i piani edificatori abbiano durata quinquennale e poi decadano. Un dato significativo. Invito pertanto i molti lungimiranti a darci una mano in questo lavoro che vede la Toscana all’avanguardia nella sperimentazione. E’ giusto».

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