[27/03/2007] Comunicati

Più caldo, più pollini, più asma

LIVORNO. Il riscaldamento globale può essere dannoso per i malati di asma a causa dei periodi prolungati di fioritura delle piante e delle erbe che spargono grandi quantità di pollini, inoltre alcune specie di vegetali ai quali gli asmatici sembrano molto sensibili stanno colonizzando nuovi territori.

Ma il riscaldamento climatico ha, da questo punto di vista, anche un lato positivo: gli acari ed i virus che l’inverno prosperano nelle case riscaldate avranno vita più difficile se i riscaldamenti saranno accesi con minor frequenza.

La primavera è arrivata in anticipo nell’emisfero nord e il polline è nell´aria da mesi, anche in paesi dove la neve persistente teneva lontani asma, tosse e allergie: nel sud della Svezia i noccioli erano fioriti già a dicembre, un fenomeno che si é verificato solo tre volte in epoca moderna e tutte negli ultimi 6 anni.

Secondo il Center for health and the global environment della Harvard medical school, negli Usa l’incidenza dell’asma sembra cresciuta di ben 4 volte rispetto ai dati del 1980 e l’aumento dei pollini nell’aria sarebbe una delle cause principali.

Gli effetti di lunga durata su salute umana devono essere ancora valutati, intanto erbe e piante grandi produttori di polline si stanno espandendo verso nord e specie arboree che alle latitudini più fredde non fioriscono ogni anno, stanno sviluppando migliori condizioni e le foreste potrebbero così fiorire annualmente.
Secondo uno studio dell’Harvard medical school, alcune piante erbacee potrebbero produrre il 60% di polline in più con un’aumento consistente della concentrazione di CO2 in atmosfera, mentre le piante crescerebbero solo del 10% in più.

Sarebbe un problema anche per l’agricoltura, costretta a combattere con un aumento di erbe infestanti che si riprodurrebbero a ritmo più veloce e praticamente per tutto l’anno.

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