[27/03/2007] Acqua

Servizi pubblici, Renzi: «Bisogna voltare pagina»

FIRENZE. La questione acqua e la ricerca di un’idonea modalità di gestione non vi è dubbio che faccia discutere sia a livello nazionale sia nella nostra regione. In particolare nell’Ato 3, dopo le dichiarazioni del gestore sul possibile aumento della tariffa a seguito della diminuzione dei consumi, si sono da più parti sollevati dubbi e preoccupazioni.

«O si volta pagina davvero o si corre il rischio di alimentare un sentimento diffuso di scontento e di delusione che potrebbe travolgere l’idea stessa di rappresentanza» dichiara il presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi rispondendo ad una domanda di attualità presentata da David Ermini (capogruppo Dl La Margherita).

«Sono convinto - ha aggiunto Renzi - che se non voltiamo pagina rapidamente, in particolar modo sui servizi pubblici locali, andremo ben difficilmente verso un sistema nuovo ed efficiente, vale per l’acqua, vale per i rifiuti, credo meno valga anche per il gas. Noi non possiamo affrontare la questione sulle cifre e sul valore delle bollette, possiamo però dire che il grado di scontento nei confronti dei servizi pubblici rischia di stravolgere l’idea stessa di rappresentanza della politica. Da questo punto di vista non credo che la Provincia abbia un ruolo per poter decidere a spese del Comune o dei Comuni, credo tuttavia che possa essere molto forte il nostro impegno, e credo - conclude Renzi - che da questo punto di vista dovremo muoverci da subito, perché certe realtà istituzionali siano ridotte, ridotte in numero, ridotte in costo per la collettività e presumibilmente anche aumentate come efficienza».

Ma il suo compagno di partito Ermini è stato più chiaro: «La politica deve rispondere ai cittadini, ma siamo sicuri che i politici sappiamo cosa succede nelle famiglie e cosa succede nelle tasche dei cittadini? Perché bisogna provare ad immaginare cosa succede quando un mese sì ed un mese no entrano nelle case dei cittadini la bolletta del gas, la bolletta della luce, la bolletta del telefono, la bolletta dei rifiuti, la bolletta delle lampade votive, l’affitto o il mutuo, la spesa tutte le settimane, l’assicurazione dell’auto. Tutti i rappresentati degli enti di secondo o terzo livello, che si chiamino Publiacqua, che si chiamino Ato, che si chiamino Quadrifoglio, devono cominciare a risponde ai cittadini, perché non si risponde soltanto facendo i grandi manager ed i grandi imprenditori. L’acqua è un bene che non può essere privatizzato. Si privatizza il latte, si privatizza il gas, si privatizza l’energia, si privatizza tutto ciò dove ci può essere concorrenza ma non si può privatizzare un bene unico e comune».

«Non solo - aggiunge Ermini - si arriva all’assurdo di dire: cari cittadini, siccome avete consumato meno, adesso vi aumento la tariffa. Ma che si sta scherzando? La nostra Costituzione prevede Comune, Regioni e Province: allora facciamo funzionare i Comuni, le Regioni e le Province, senza costruire una serie infinita di altri enti. Facciamo lavorare le Province, diamo il personale degli Ato alle Province e cominciamo a pagare meno competenze ai consigli di amministrazione - conclude il capogruppo Ermini - vedrete che le cose, probabilmente, ci costeranno meno».

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