[27/03/2007] Comunicati

Greenpeace: rete di riserve marine contro cambiamento climatico

ROMA. Greenpeace chiede «una rete europea di aree marine protette per difenderci contro gli impatti del cambiamento climatico sugli ecosistemi marini» e per questo presenta il rapporto "The heat is on", in vista dell´incontro dell’Onu sugli impatti climatici che si terrà a Bruxelles la prossima settimana.

«Proteggere le alghe, le stelle marine e i polpi non è un lusso – dice Alessandro Giannì, responsabile mare di Greenpeace - un ecosistema in salute dipende anche da queste specie e dai loro habitat. Creare delle riserve marine significa contrarre una polizza contro i rischi derivanti dal cambiamento climatico. Il mare non è solo fonte di proteine per milioni di persone che vivono lungo le coste. Assorbe il calore dall´atmosfera per ridistribuirlo in tutto il globo e sequestra la CO2 in eccesso. Chiediamo al Parlamento europeo di sostenere la proposta di creazione di una rete di riserve marine dai mari del Nord al Mediterraneo quando dovrà votare, quest´estate, la direttiva per la strategia marina europea. Per ora i ministri competenti dei diversi Stati europei, con l’eccezione dell’Italia, si sono dimostrati poco inclini a prendere le necessarie misure per difendere il mare».

Pesca eccessiva, estrazione di sabbia e minerali e inquinamento per Greenpeace «stanno mettendo in crisi la capacità degli ecosistemi marini di adattarsi al cambiamento climatico. L´aumento dei gas serra in atmosfera ha già causato l´aumento della temperatura anche a tremila metri di profondità, secondo una recente ricerca delle Nazioni Unite. Tra i possibili impatti previsti c´è anche lo spostamento e la riduzione dei siti di riproduzione delle specie ittiche, l´alterazione delle correnti oceaniche e un aumento dell´acidità causato dall´anidride carbonica, oltre a tempeste e innalzamento del livello dei mari».

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