[28/03/2007] Urbanistica

Rimigliano, l´associazionismo chiede un futuro fondato sul reddito anziché sulla rendita

LIVORNO. Arci, Italia Nostra, Legambiente e Wwf giudicano in modo positivo le novità proposte dal Comune per la ristrutturazione dell’area di Ripigliano, perché «finalmente i soggetti interessati cominciano a ragionare sull’importanza della attività agricola recependo la linea del Piano Strutturale d’Area: pongano vincoli architettonici nel recupero degli edifici, venga acquisita alla fruibilità pubblica una fascia boschiva adiacente la via della Principessa, si ragioni di inserire la tenuta nell’area naturale protetta».

Tuttavia secondo le associazioni questi indirizzi vanno meglio puntualizzati e non devono comunque ledere l’esigenza, di evitare nuove edificazioni all’interno della Tenuta.
Arci Italia Nostra Legambiente e Wwf ricordano che anche l’ipotetica costruzione di un nuovo albergo non è in linea con la filosofia del Piano strutturale che prevede alberghi solo in strutture esistenti o in area urbana e che secondo una prescrizione della Soprintendenza «ogni nuova edificazione è incompatibile con l’ambiente».

La proposta delle quattro associazioni, ferma la non negoziabilità del punto precedente, intende dare un contributo alle scelte che verranno fatte, e può essere sintetizzata nei seguenti punti principali:
Creazione immediata di Anpil (Area naturale protetta di interesse locale) su tutta la Tenuta, e non, in un secondo tempo, su quanto ne rimarrà dopo l’intervento.

L’attività agricola deve essere il punto di partenza e la questione centrale nel progetto di ristrutturazione. L’azienda deve produrre un Piano agricolo di miglioramento aziendale, dal quale partire per valutare il reale fabbisogno dell’azienda agricola di locali e annessi per lo svolgimento dell’attività.

Solo la parte del patrimonio edilizio esistente, non necessario all’attività agricola, potrà essere convertita all’utilizzo alberghiero e non a Rta (seconde case), ma sempre con criteri fortemente legati all’attività agricola e all’ambiente naturale circostante. La superficie di annessi agricoli o costruzioni aggiunte non può essere usata se non per costruire eventuali nuovi annessi agricoli che si renderanno necessari.

Il restauro della zona umida del Lago appare soluzione ottimale da un punto di vista ambientale e per la promozione ulteriore del turismo naturalistico.

L’istituto faunistico previsto dalla L.R.3/94 risulta assolutamente incompatibile con la previsione di Anpil, di Pama collegato alle produzioni biologiche e di gestione con finalità naturalistiche e di conservazione che si intendono perseguire con il ripristino della zona umida del lago di Rimigliano. Siamo pertanto a ribadire la nostra contrarietà a questa previsione.

«Ci sembra un punto di partenza per una discussione – concludono le associazioni - che auspichiamo porti a una riqualificazione di Rimigliano meno traumatica per l’ambiente e in linea con un’economia fondata sul reddito anziché sulla rendita».

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