[28/03/2007] Energia

Innovazione di processo: microturbine italocinesi per l´efficienza energetica

ROMA. A distanza di un anno dalla presentazione del progetto Energia per la Sapienza, una delegazione scientifica di Tongj (Università di Shanghai) ha visitato ufficialmente l´impianto di cogenerazione a microturbina istallato presso il dipartimento di Farmacologia. La struttura pilota (gemella di quella realizzata a Shangai), una volta a pieno regime, consentirà di ottenere notevoli risparmi energetici ed economici, permettendo di produrre autonomamente energia necessaria al funzionamento della città universitaria.

Il progetto della microturbina è stato promosso dal ministero dell’Ambiente in collaborazione con le due università ed è il risultato della cooperazione tra istituzioni scientifiche e imprese italiane e cinesi. Il programma prevedeva l’istallazione nei campus dell’università di Roma e Shanghai di una microturbina (prodotta da Turbec spa) per la produzione di energia elettrica, calore ed energia frigorifera, come primo passo per la realizzazione di una rete "intelligente" di produzione e distribuzione di energia, efficiente e a basse emissioni.

«La Microturbina sperimentata contemporaneamente a Shanghai e Roma - commenta Corrado Clini, direttore generale del ministero dell’Ambiente - è il prototipo di una tecnologia innovativa per la piccola generazione distribuita di elettricità, calore e freddo che permette di raggiungere livelli molto elevati di efficienza, fino a oltre il 70%».

La microturbina che si sta sperimentando sia in Italia sia in Cina è non solo una tecnologia di particolare interesse industriale - per la Cina si tratta della prima microturbina europea - ma anche di interesse generale con un grande valore ambientale. In Italia, per esempio, secondo Clini la cogenerazione ad alta efficienza potrebbe rappresentare il 15% dell’energia richiesta dal Paese.

Il progetto promuove la produzione energetica con un sistema “distribuito” e non con il tradizionale sistema di produzione centralizzato. Quest’ultimo a causa delle perdite sui trasformatori e sulla rete, fa si che solo il 37/40% dell’energia prodotta arrivi al consumatore finale. Operando invece con una microturbina rigenerativa, si è stimato che da questi bassi valori del ciclo tradizionale si può ottenere un’efficienza fra il 60-72% con una stima in termini di abbattimento di CO2 del 66% e con evidenti risparmi economici che vanno dal 30 al 50% a seconda delle applicazioni.

Particolarmente interessanti sono le applicazioni delle microturbine che sfruttano i biogas da discarica o fanghi di depurazione come combustibile. L’effetto prodotto è l’annullamento delle emissioni di metano in atmosfera, risultato importante, dato che questo gas ha un "effetto serra" oltre venti volte superiore a quello dell´ anidride carbonica.

Alla base di tutto il programma c´è finalmenet l´innovazione di processo: all´Italia ma soprattutto alla Cina non servono solo nuovi prodotti e nuovi design, servono appunto modelli tecnologici di riferimento, facilmente replicabili, che permettano il conseguimento degli obiettivi in materia di risparmio energetico e riduzione delle emissioni inquinanti.

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