[28/03/2007] Urbanistica

Il caso ´Laika´ crea dissensi nel centrosinistra

FIRENZE. Il caso Laika “spacca” il centrosinistra in consiglio provinciale. I Verdi durante la seduta della Commissione ambiente della Provincia, hanno votato contro la modifica del PTCP in relazione alla “variante Laika” nel Comune di S. Casciano Val di Pesa. «La realizzazione della nuova sede della Laika è considerata da tutti gli ambientalisti uno scempio ambientale e contemporaneamente una presa di giro ai danni dei lavoratori, che non hanno le giuste e reali garanzie di occupazione, nonostante le rassicurazioni dell’amministrazione di S. Casciano - afferma Luca Ragazzo, Capogruppo dei Verdi in Consiglio Provinciale - per questo sosteniamo pienamente la presa di posizione delle associazioni e dei comitati, Legambiente Il Passignano, Wwf sez. Firenze, Italia Nostra, associazione per la tutela dell’ambiente di San Casciano, Amat Montespertoli, Fondazione per la Tutela del Chianti Classico.
Ci ritroviamo pienamente nelle loro riflessioni -continua Ragazzo- che evidenziano quanto la contrapposizione tra valori ambientali e valori economici e lavorativi sia fasulla e strumentale».

L’esponente dei Verdi motiva il dissenso del gruppo «Operazioni come quella della Laika a San Casciano o l’inceneritore di Rufina sito in una zona ad alto pregio paesaggistico e con prodotti DOC e biologici, sono un vero suicidio economico a fronte del dubbio beneficio di insediamenti industriali che oggi ci sono e che domani potrebbero non esserci più, magari perché trasferiti in Romania o in Cina. Siamo inoltre contrari alla localizzazione di questo nuovo stabilimento che prevede 350.000 metricubi di cemento – conclude Ragazzo – gli scempi urbanistici in questa provincia sono sempre di più ormai e questo è un ulteriore caso emblematico: da terreno agricolo a terreno industriale-produttivo, senza regolamento urbanistico e con un distretto industriale in costruzione proprio sulla filiera camperistica nei pressi di Poggibonsi, emerge con chiarezza la poca trasparenza dell’operazione e la mancanza di criteri tali da garantire un vero e sano sviluppo rispettoso dei cittadini e del territorio».

Torna all'archivio