[29/03/2007] Urbanistica

Gianni Mattioli sul corridoio tirrenico: quello che l´assessore Conti non dice

Resto sconcertato per le affermazioni dell’assessore Conti relative a quanto dichiarato, in merito al Corridoio tirrenico Nord, dal ministro Pecoraro Scanio nel suo incontro con l’amministrazione di Capalbio e con il comitato “Aurelia sicura subito”.
Dice l’assessore che quanti hanno interesse a una rapida soluzione del problema Aurelia dovrebbero smettere di inseguire il progetto di potenziamento in sede dell’Aurelia, bocciato a suo tempo dalla Commissione Via presieduta dall’arch. Maria Rosa Vittadini e perciò ritirato dall’Anas, e sostenere il progetto Sat di autostrada, che ha ottenuto tutte le approvazioni e che, per di più, non presenta oneri finanziari per la parte pubblica.

L’assessore non dice:

1) che la commissione Vittadini aveva espresso alcune limitate osservazioni sul progetto Anas e, nei mesi successivi, la commissione sollecitò più volte l’Anas stessa a dar seguito all’iter del progetto. Ma ormai, con il nuovo ministro Lunardi, l’Anas aveva ricevuto la direttiva per la soluzione autostradale, purtroppo appoggiata dalla Regione Toscana;

2) che sull’attuale progetto di “autostrada costiera” la commissione Via ha presentato ben 84 osservazioni ed il ministero dell’ambiente annuncia che le nuove soluzioni presentate da Sat saranno passate ad un vaglio rigoroso;

3) che la Sat ha assunto l’onere della realizzazione dell’opera, ma sulla base di un piano finanziario che a) prevede pedaggi doppi rispetto ai valori medi praticati in Italia, b) prevede l’aumento annuale di tali pedaggi e c) una abnorme durata della concessione. Un insieme cioè di elementi in palese contraddizione con l’impostazione che il governo ha dato alla questione delle concessioni autostradali.

Sono dunque sconcertato per affermazioni così lontane dalla limpidezza che ci aspettiamo dai nostri amministratori e, del resto, questo carattere di non limpidezza accompagna ormai da anni questa vicenda, da quando, in occasione della finanziaria del ’98, l’allora sottosegretario ai Lavori pubblici Antonio Bargone, oggi presidente della Sat, spiegava che le centinaia di miliardi attribuite alla Sat rappresentavano una sorta di indennizzo per la mancata realizzazione del tratto Rosignano-Civitavecchia e, con ciò, la chiusura di ogni rapporto con la stessa Sat.

In realtà, la regione Toscana non ha mai voluto chiarire i motivi veri che la vedono così duramente impegnata a sostegno di un’opera enormemente più costosa del potenziamento dell’Aurelia, che trasforma la Maremma in una pista aeroportuale ed è in contraddizione con le prescrizioni più volte ribadite dalla Commissione Europea, secondo le quali, per le lunghe percorrenze di passeggeri e merci, vanno decisamente prescelti la ferrovia e il cabotaggio costiero.

Vorrà una buona volta dirci l’assessore Conti quali sono i veri motivi?

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