[29/03/2007] Acqua

Acqua del rubinetto, gli italiani iniziano ad apprezzarla

FIRENZE. Sembra che la situazione stia lentamente cambiando e i pregiudizi immotivati verso le acque potabili (quelle del rubinetto) vadano cadendo. Un´indagine del Cra (Centro di ricerca dell’acqua) per l´associazione AquaItalia (Anima-Confindustria) del 2006, rivela che oltre sette italiani su 10 hanno adottato come bevanda abituale l´acqua del rubinetto: perché è sicura, comoda e soprattutto economica.

Il consumo di acqua del rubinetto fa registrare infatti incrementi a doppia cifra anche in Italia, che si va così ad allineare agli altri Paesi europei e al Nord America, dove la maggior parte dei cittadini è abituata ad utilizzare l´acqua di acquedotto per i pasti e a trattarla o affinarla tra le pareti domestiche per averla refrigerata o arricchita con CO2.

E il mercato delle minerali sembra risentirne. La ragione di questo incremento è sicuramente riconducibile all’economia familiare sempre più ristretta anche se le acque del “sindaco” come si diceva una volta (ora non più), sono migliorate in qualità organolettica anche se non da tutte le parti.

Secondo la ricerca suddetta l´acqua del rubinetto, costa in media circa 0,001 euro a litro a fronte dei circa 26 centesimi di euro (in media) della minerale in bottiglia; ciò significa che l´acqua imbottigliata, distribuita e pubblicizzata arriva quindi a costare dalle 300 alle 1000 volte in più rispetto all´acqua del rubinetto. Non vi è dubbio che il risparmio per le famiglie possa cominciare intanto da qui.

Gli acquedotti italiani forniscono in media un´acqua buona ma si sta espandendo anche il mercato dell’acqua naturizzata cioè acqua dell’acquedotto che viene ulteriormente trattata per eliminare eventuali cattivi odori, sapori e i rischi (non molto elevati in realtà).

Il sistema di trattamento naturizzatore per l’acqua potabile è approvato dal ministero della Salute e se i cittadini ritengono opportuno (non necessario) migliorare l’acqua che arriva al proprio rubinetto è bene che si rivolgano a ditte autorizzate e certificate evitando il “fai da te”. Associato al naturizzatore vi è poi l’apparecchio frigocarbonatore per la refrigerazione e l’eventuale aggiunta di anidride carbonica. E in questo caso è una questione di gusti.

Ma torniamo a ribadire che avere acqua buona dal punto di vista organolettico (potabile lo è sempre) è un diritto dei cittadini e in tal senso andrebbero estese le richieste. La tecnologia per avere acqua di elevata qualità è conosciuta e la sua applicazione dipende da una questioni di costi economici e dal vetusto sistema di distribuzione. Tutti ovviamente però saremmo d’accordo nel definire una spreco di acqua, energia e denaro tirare lo sciacquone con acqua ad alta qualità. E quindi l’unica strada da percorrere è l’acquedotto duale da attuare almeno nelle nuove urbanizzazioni.

Cioé acqua tutta potabile ma di diversa qualità per i vari usi all’interno delle nostre case. Non fantascienza ma traguardi raggiungibili indirizzando in modo appropriato gli investimenti. Della risposta “elitaria” del mondo delle acque minerali per sollecitare i consumatori e far breccia in nuove fasce di mercato abbiamo già dato notizia nel numero di ieri. Ma è bene non fare di tutte le erbe un fascio: gli “affezionati” alla minerale possono sempre consumare acque locali (della propria Regione, ugualmente buone rispetto a quelle prodotte dalle multinazionali che godono solo di notorietà grazie al mercato distorto della pubblicità), che imbottigliano in normali contenitori di vetro (la regione Toscana attraverso la L.R. 38/04 incentiva i produttori in tal senso) contribuendo alla diminuzione dello smaltimento di tonnellate di Pet (per produrlo tra l’altro ci vuole petrolio e si consuma parecchia acqua), e limitando anche l’inquinamento dovuto a migliaia di camion che percorrono la penisola da nord a sud e viceversa per trasportare acqua minerale lungo il Paese.

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