[24/02/2006] Aria

Giovannelli: «La 27 forni è solo la punta di un iceberg»

PIOMBINO (Livorno). «La 27 forni rappresenta solo la punta di un iceberg delle questioni ambientali che legano la fabbrica alla città. E guai a pensare che si possano affrontare nello stesso modo, cioè utilizzando le vie legali, tutti gli altri problemi e tutte le altre fonti che emettono il grosso delle sostanze inquinanti». Marco Giovannelli, della segreteria piombinese di Legambiente, non usa mezzi termini per disegnare il quadro della situazione attuale: «Il problema della 27 forni era talmente eclatante – dice Giovanelli – e talmente ostruzionistico l’atteggiamento dell’azienda, che il sindaco non poteva fare a meno che seguire le vie legali. Lo stesso assessore Francardi che abbiamo incontrato pochi giorni fa ci ha raccontato gli approcci che l’amministrazione ha tentato con la Lucchini, senza esito. Per cui sulla decisione del sindaco di proseguire anche ora rivolgendosi alla magistratura, non ho niente da obiettare».

Le preoccupazioni quindi per Legambiente sono ben altre: «Se si leggono i rapporti di Asl e Arpat – continua Giovannelli – emerge inequivocabilmente che tutto il resto della cokeria, quindi la 45 forni in prima linea, ma anche impianti diversi dalla cokeria, emettono sostanze inquinanti cancerogene, e non è possibile tollerare che una parte della città continui a subire queste esposizioni nocive».

Delle due l´una: «o si trovano i soldi per una nuova dislocazione degli impianti più inquinanti che oggi sono a ridosso di alcune borgate – afferma l’ambientalista – oppure si trovano per spostare gli abitanti». Noi abbiamo sollecitato l’amministrazione a non isolarsi ma a cercare di costituire un fronte anche con soggetti nazionali, che si facciano carico di mantenere un’attività importante per tutto il Paese come è la siderurgia, senza però distruggere la salute di chi ci abita intorno». «Ciò è possibile però, come abbiamo detto ripetutamente, solo se se si stabiliscono sinergie pubblico-private per investire in ricerca finalizzata ad innovare i prodotti e per mitigare gli impatti dei processi. Su questo tasto l´amministrazione comunale non ci intende. Eppure, anche il programma dell´unione indica come necessario che le politiche di innovazione siano trainate dagli enti locali. Eppure, la regione, insieme agli enti locali, investe in ricerca nei distretti».

Un ultima considerazione di Giovannelli riguarda le bonifiche non ancora eseguite. «Il Comune ha acquistato in passato aree dalla Lucchini, che dovevano essere bonificate e ridate alla città. C’erano 14,5 milioni di finanziamento disponibili, non sono stati utilizzati ed anzi, nello studio di Città Futura, si dice che sono stati persi dal Comune».

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