[28/02/2006] Urbanistica

Città Futura a Piombino, si parte?

PIOMBINO. (LIvorno) Giovedì sarà presentato ufficialmente il nuovo studio di fattibilità di Città Futura, il lavoro coordinato dall’architetto Sergio Pasanisi finalizzato a promuovere la costituzione di una società di trasformazione urbana per la riconversione del settore orientale della città di Piombino, denominato appunto “Città Futura”. Successivamente alla presentazione del primo studio, l’amministrazione comunale aveva infatti richiesto alcuni approfondimenti e ipotizzato nuovi scenari insediativi per tutta l’area.

Architettto Pasanisi, quali sono gli elementi che contraddistinguono il nuovo studio?
«Si tratta di uno studio approfondito rispetto alle indicazioni che avevamo avuto in precedenza dall’amministrazione comunale. Città futura sarà un grande polmone verde che avrà anche il compito di valorizzare la cultura del ferro e dell’acciaio. L’iniziativa prevede non solo riqualificazione, ma anche capacità di autogenerare risorse finanziarie, ma tutto sarà improntato alla massima sostenibilità ambientale: questo significa che nell’iter realizzativo ci sarà spazio per la bioarchitettura e la bioedilizia, nell’ottica di un impatto ambientale che sia il più basso possibile».

Quali sono le differenze sostanziali rispetto agli scenari del precedente studio?
«Quello che salta immediatamente agli occhi è che non esiste più il centro commerciale: nel precedente piano avevamo pensato una grande area con una parte ricreativa che poteva essere una multisala e con un centro congressi. Nel piano attuale l’area destinata ad attività commerciali è scesa da 15 mila a circa 6mila metri quadri e sarà destinata a negozi e non alla grande distribuzione, cercando quindi di mitigare la concorrenza con le realtà commerciali già esistenti e anzi arricchendo l’offerta complessiva della città».

Quali funzioni avrà Città Futura?
«Sintetizzando al massimo potremmo dire la riappropriazione di un pezzo di fabbrica da parte della città. Andando nello specifico Città futura avrà le funzioni tradizionali (in parte residenziale, in parte commerciale di pregio) con in più un significativo sforzo nell’ambito dell’innovazione, con la realizzazione del parco tecnologico previsto nell’area ora dimessa. Un’altra cosa rilevante, sarà la funzione che andrà a svolgere l’area intorno al centro Pegaso, che diventerà la porta d’accesso a Piombino. Mentre oggi è solo uno svincolo automobilistico, domani rivestirà un ruolo fondamentale sia nell’ottica dei servizi pubblici che di quelli privati».

Quali sono i tempi di realizzazione?
«Noi stiamo lavorando all’interno di una prospettiva che porti ad una società mista pubblico-privato, quindi le difficoltà realizzative sono inevitabili, perché dopo aver trovato la volontà dell’amministrazione bisogna trovare anche la volontà dei privati. Per questo speriamo che la presentazione ufficiale dei prossimi giorni attiri l’interesse di qualche investitore. In ogni caso, trattandosi di un project financing i tempi dovranno essere piuttosto stretti: dall’individuazione dei partner privati alla conclusione dei lavori non dovranno passare più di 6 anni».

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