[28/02/2006] Parchi

A Borgo di Sassalbo esperienza pilota per i parchi regionali senza barriere

ROMA - In 46 parchi regionali italiani, sono 135 gli spazi (sentieri, aree attrezzate, piste ciclabili) e le strutture (centri visita, musei, punti di ristoro, foresterie) progettati in funzione delle esigenze delle persone disabili. Questi i risultati dell’indagine effettuata nell’ambito del progetto "Parchi accessibili" di CTS e Legambiente e il sostegno del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali presentati da Annagrazia Laura project Manager area sviluppo progetti europei di CO.IN - Cooperative Integrate Onlus, Stefano Di Marco vice presidente CTS e Sebastiano Venneri della segreteria nazionale di Legambiente.

Le strutture accessibili alle persone con disabilità sono concentrate in 46 parchi regionali (il 44%) sui 105 istituiti sul territorio nazionale e sono concentrati soprattutto al Nord, dove 27 (il 42% dei 64 presenti nel Settentrione) hanno dichiarato di avere unità potenzialmente accessibili, contro i 12 del Centro (il 44,4% dei 27 parchi presenti nell’area) e i 6 del Sud (il 40% dei 15 del Meridione e delle isole). 3 su 5 i parchi regionali toscani più attenti all’accessibilità per i disabili, uno di questi, l’Orto botanico dei Frignoli nel Borgo di Sassalbo (nella foto) in provincia di Massa, è compreso tra le 4 esperienze pilota, dove sono stati realizzati interventi strutturali che, oltre a migliorare in modo diretto l’accessibilità dei luoghi, presentano elementi di alta riproducibilità, presentate durante la conferenza stampa.

A Sassalbo è stato creato un percorso multi-opzionale concepito per ottimizzare la mobilità autonoma di persone con difficoltà motorie e problemi di affaticamento. L’intervento ha portato alla sistemazione del fondo del tracciato, l’inserimento di segnalazione verticale e orizzontale (mappa tattile, indicazioni in Braille, percorsi tattili) e l’allestimento di postazioni didattico – ludico - ricreative. Inoltre, sono state realizzate delle postazioni tipo orto botanico fruibili anche da seduti.

«Il primo passo per favorire e promuovere la visita di un territorio da parte di tutti i cittadini – ha detto Micaela Solinas, responsabile del progetto per CTS - è quello di rendere facilmente disponibili informazioni sicure e verificate. Per farlo occorre considerare quanto più possibile le esigenze, gli interessi e le aspettative di una utenza ampliata, ovvero dell’essere umano considerato nella sua complessità, che include molteplici situazioni e capacità, momenti diversi della vita, nel corso della quale la persona può andare incontro a cambiamenti temporanei o permanenti che in qualche modo ne modificano le necessità. In questo senso il progetto si rivolge, in particolare, non solo alle persone con disabilità ma a chiunque abbia esigenze specifiche nella fruizione dell’ambiente circostante. Il progetto si rivolge inoltre a chi, occupandosi a vario titolo di aree protette e di spazi verdi in genere, può intervenire per migliorarne l’accessibilità e la fruibilità».

Torna all'archivio