[13/08/2007] Acqua

Bosi: «Asa inadempiente, chiederemo i danni». L´azienda: «Trovata situazione sotto media nazionale»

RIO MARINA (Livorno). Il sindaco di Rio Marina, il deputato Udc Francesco Bosi, ha scritto ad Asa ed Aato per «denunciare gli insostenibili disservizi che si riscontrano nella gestione della rete idrica e fognaria del territorio comunale. Nonostante le svariate segnalazioni telefoniche e scritte dei Vigili urbani e dell’ufficio tecnico di questa Amministrazione - scrive Bosi - molte situazioni non vengono affrontate con la dovuta tempestività». L’onorevole cita i casi di almeno tre grosse perdite d’acqua che non vengono riparate anche da un mese e sversamenti di liquami sul lungomare e nel centro storico di Rio Marina e nella frazione di Cavo.

«E si potrebbe continuare a lungo con numerosi altri casi, di cui esistono attestazioni dei competenti uffici e documentazione fotografica - dice Bosi - a situazione chiama in causa precise responsabilità di Asa» che sottolinea la «diretta responsabilità quale autorità preposta a tutela della salute pubblica e dell’incolumità dei cittadini. In relazione a ciò mi vedo costretto a comunicare che, a fronte di mancati tempestivi interventi di manutenzione alle reti idriche e fognarie, acquisita la necessaria documentazione, provvederò con ordinanza ad affidare a ditte esterne gli interventi di riparazione, agendo in surroga rispetto alle inadempienze di Asa e provvedendo poi ad inoltrare ad essa i documenti di spesa per la loro liquidazione». Il sindaco inoltre si riserva di intraprendere in sede legale «ulteriori iniziative risarcitorie per il danno arrecato alle sedi stradali in conseguenza di ritardati o insufficienti interventi di sostituzione della rete idrica».

La risposta di Asa non si fa attendere: «Dal punto di vista dell’approvvigionamento idrico siamo nell’estate più critica degli ultimi anni, persino peggiore rispetto al 2003. E continua a non piovere – ricorda l’Azienda servizi ambientali - Tuttavia, nonostante il notevole afflusso turistico che si registra in questi giorni di ferragosto all’Isola d’Elba, l’acqua potabile è in distribuzione regolare in tutti i punti dell’Isola, anche in quelli dove storicamente mancava per settimane. Da questo semplice dato di fatto si può dedurre che qualcosa sta cambiando, da quando nel 2005 Asa ha preso in gestione l’acquedotto. Si è passati da una conduzione di tipo “manuale artigianale”, ad una di tipo industriale, con tecnologie di telecontrollo e telecomando, e con una regia d’intervento sull’intero sistema. Tutto ciò a fronte di progettualità, competenza, investimenti, e tanto paziente (e poco evidente) lavoro».

E Asa ricorda a Bosi che nonostante i fin troppi finanziamenti piovuti all’Elba, fino all’estate 2003 l’acqua arrivava sull’isola «con bettoline e navi cisterna, con costi di oltre un miliardo delle vecchie lire per 50.000 mc, quando il consumo annuo sull’Isola è di oltre 6 milioni di mc. Ma gli investimenti del passato non hanno riguardato il rinnovo delle reti di distribuzione: oggi principale problema dell’Elba e dell’intero Paese».

Ma per recuperare ritardi di decenni, secondo Esa, occorrono tempi lunghi, costi elevati e anche disagi: «Nell’Ato 5 Toscana Costa sono presenti oltre 6.000 km di reti tra acquedotti e fognature. A titolo esemplificativo, con un costo medio per il rinnovo delle reti di 200 euro al metro, si avrebbe una spesa complessiva di 1.200.000.000 euro. Per un intervento risolutivo in 10 anni, occorrerebbero 120 milioni di euro all’anno, per 10 anni. Inoltre sarebbero interessati 600 km di strade, ogni anno, per 10 anni. E per sostenere un tale programma “di recupero” gli utenti di oggi dovrebbero farsi carico, inoltre, di una tariffa improponibile».

Per l’Azienda le reti idriche dell’Elba sono di qualità inferiore alla media nazionale, e il ritorno dell’acqua e della pressione adeguata nelle tubazioni ha migliorato la distribuzione ma fatto emergere «la presenza di tante rotture, anche piccole, che prima non potevano risultare evidenti. Questo fenomeno è stato affrontato da Asa in tre modi. Innanzitutto intervenendo direttamente sulle rotture: dal 2005 ne sono state riparate oltre 3.700. In secondo luogo nel 2006 si è progettata e appaltata la sostituzione di condotte per 1,5 milioni di euro, lavori ancora non avviati per ragioni burocratiche non dipendenti dalla volontà di Asa e legate allo sblocco del finanziamento pubblico previsto. Il terzo tipo di interventi, che Asa ha in parte eseguito e su cui continua ad operare (trattandosi di lavori complessi), è quello della distrettualizzazione delle reti e del corretto controllo delle pressioni. Si tratta di interventi che, considerata l’altimetria variabile del territorio elbano, suddividono le reti per zone omogenee di pressione e forniscono agli utenti acqua alla pressione corretta. Questo, oltre a migliorare il servizio all’utenza, diminuisce le perdite, in quanto riduce le punte di pressione, che sono a loro volta causa delle rotture e di aggravio dell’entità della perdita».

Poi Asa risponde direttamente al sindaco Bosi sui rilievi puntuali da lui fatti: «pur comprendendo la posizione dell’Amministratore pubblico e condividendo la continua tensione a migliorare il servizio, occorre precisare che si tratta in buona parte di questioni ormai risolte, o in fase di risoluzione, e comunque di scarsa entità, in rapporto alle problematiche complessive del servizio ed ai risultati conseguiti di fatto nella continuità della distribuzione in un contesto estremamente difficile. Solo la fattiva collaborazione tra Enti Territoriali e Gestore del servizio idrico integrato può portare ad ottenere il miglior risultato per i cittadini/clienti».

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