[16/08/2007] Parchi

Gli Australiani scoprono il “supergyre” degli oceani

LIVORNO. Gli scienziati del Commonwealth scientific and industrial research organisation (Csiro), l’agenzia scientifica nazionale dell’Australia, hanno trovato la corrente sottomarina, o meglio l”autostrada” di acque sottomarine profonde, che mancava per chiudere i “supergyre” l’anello che collega i tre bacini oceanici dell’emisfero sud del pianeta. Una scoperta che permetterà di capire meglio come gli oceani governano il clima globale.

La nuova ricerca conferma che la corrente che si muove dal mare di Tasman verso l´Atlantico del sud è una componente precedentemente inosservata del meccanismo globale del sistema climatico, della circolazione termica sottomarina o “global conveyor belt”. La corrente, chiamata Tasman Outflow, si trova ad una profondità media di 800 - 1.000 metri e può svolgere un ruolo importante nella risposta del “nastro trasportatore” marino al cambiamento di clima.

Geophysical Research Letters ha pubblicato i risultati delle ricerche del Csiro che confermano che a sud delle acque della Tasmania si forma un “choke-point” che mette in collegamento le correnti principali dell’emisfero sud. «In ogni oceano, l’acqua fluisce in maniera antioraria o “gyres”, grandi come bacini oceanici - spiega lo scienziato australiano Ken Ridgway - Questi “gyres” sono i meccanismi che distribuiscono le sostanze nutrienti dall´oceano profondo e generano la vita sulle piattaforme continentali e sulle coste. Inoltre guidano la circolazione degli oceani del mondo, generando correnti e gorghi e aiutano l’equilibrio del sistema climatico, trasferendo il calore dell´oceano dai tropici verso le regioni polari».
L´immagine convenzionale che abbiamo della circolazione marina della metà sud dell’emisfero terrestre comprende grandi “gyres” distinti negli oceani Indiano, Pacifico e Atlantico, ma già le simulazioni su modelli avevano suggerito che fossero collegati.

L’equipe della Csiro ha analizzato migliaia di campioni, di dati sulla salinità e la temperatura raccolti fra 1950 e 2002 dalle navi di ricerca, dai video robot dell´oceano e dai satelliti nella regione fra 60gradi sud e l´Equatore, identificando così i collegamenti fra questi gyres che formano un regolatore globale battezzato “supergyre” che interessa tutti e tre i bacini oceanici.

Per Ridgway «I flussi di queste masse dell´acqua hanno influenze forti sul clima globale e monitorare le modalità dei cambiamenti nella “Tasmanian connection” può essere una misurazione importante dello stato del sistema globale climatico. Conoscendo scale e modelli di queste superfici di masse d’acqua, si può comprenderli nei potenti modelli utilizzati dagli scienziati per fare le proiezioni su come il clima può cambiare».

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