[17/08/2007] Parchi

Costruire i parchi per fare la pace

LIVORNO. “Peace Parks” è un libro che spiega come la conservazione dell’ambiente possa contribuire a costruire la pace in aree devastate da conflitti e scontri etnici. Ad esplorare questa nuova frontiera delle aree protette è Julia Marton-Lefèvre, direttrice della World conservation union (Iucn). Il libro, pubblicato in inglese da Saleem Ali, descrive esempi concreti come quelli del corridoio per la fauna selvatica di Selous-Niassa, in Africa, e la Emerald triangle conservation zone in Indocina e partendo da questi casi analizza le future potenzialità di creare la pace attraverso la realizzazione di parchi in aree di conflitto latente come il confine tra nord e sud Corea o particolarmente sensibili come il confine tra Messico ed Usa.

«Il collegamento fra un ambiente sano e la pace è sempre più evidente – scrive Julia Marton-Lefèvre - Molte delle radici dei conflitti attuali e futuri vengono dalla concorrenza per le risorse naturali limitate. L´Iucn è attivamente coinvolta da molti anni nella promozione delle zone protette transfrontaliere. Queste zone hanno un forte significato nel contesto della conservazione della biodiversità, poichè le piante e gli animali chiaramente non riconoscono i confini artificiali».

Il libro esamina i ruoli svolti dai governi, dalla società militare e civile, dagli scienziati e dagli ambientalisti e i loro effetti sia sulla gestione ecologica che sul potenziale per la costruzione della pace in queste zone. Un libro che è insieme una lezione sull’assurdità di certi conflitti e rapporti tra gli stati del mondo e una risorsa importante per ecologisti e politici.

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