[05/09/2007] Parchi

Parlamento Ue: «Gli incendi si combattono con prevenzione, pronto intervento e controllo fondi»

BRUXELLES. Decine di persone morte, 700 mila ettari distrutti dalle fiamme, 130 città e villaggi evacuati, sembra un bollettino di guerra quello degli incendi in Grecia e nel resto dell’Europa meridionale (Italia compresa) che i deputati europei si sono trovati a discutere. A conti fatti il fuoco ha ingoiato il 4% del Pil della Grecia producendo danni per oltre 4 miliardi di euro. Intanto in Gran Bretagna le inondazioni provocavano la morte di 10 persone decedute e 5 miliardi di euro di danni. Il meccanismo comunitario di protezione civile mezzo in opera 12 volte.

Hanno parlato anche di questo i deputati europei che all’apertura della loro seduta parlamentare hanno osservato anche un minuto di silenzio in memoria delle vittime e delle famiglie delle catastrofi “naturali” europee di questa estate, del terremoto in Perù e delle violenze in Iraq.
Nel successivo dibattito, partendo dalle dichiarazioni della Commissione europea, tutti i gruppi politici hanno chiesto un uso flessibile e immediato del fondo di solidarietà europeo, chiedendo al Consiglio di approvare quanto prima un nuovo regolamento al riguardo.

Alcuni deputati si sono lamentati degli scarsi aiuti ricevuti da Paesi come la Bulgaria, ma per il commissario europeo Spidla ha detto che mancavano le risorse. In molti hanno detto che i disastri “naturali” accaduti questa estate in Spagna, Italia, Grecia, Gran Bretagna e Bulgaria hanno come causa comune principale il riscaldamento del pianeta.

Il deputato greco Varvitsios del partito popolare europeo ha chiesto la creazione di una forza di reazione rapida, e suggerito di «creare una forza indipendente di intervento di Paesi che normalmente non corrono durante l´estate simili rischi». Il socialista Martin Schulz ha detto che «la gente non dovrebbe sentirsi lasciata sola in simili circostanze» e sottolineato l´inefficacia di un singolo punto centrale di intervento, e la necessità di creare un sistema flessibile e decentralizzato.
Vittorio Prodi, dell´alleanza dei democratici e dei liberali per l´Europa, si è detto preoccupato per gli effetti del cambiamento climatico, «Abbiamo bisogno di maggior prevenzione», ha detto.

Il Commissario europeo Spidla ha insistito sulle misure preventive ed ha definito «un esempio evidente di solidarietà internazionale», gli aiuti provenienti da Paesi extracomunitari come Serbia, Svizzera, Russia e Israele. Spidla ha ricordato che, con il fondo europeo di solidarietà, il programma LIFE+ e il fondo sociale europeo, la Commissione si è impegnata a rendere ancor più rapide le misure di assistenza ed ha invitato il Parlamento europeo a non far mancare il proprio sostegno quando ci sarà da definire i finanziamenti per questi interventi nel bilancio Ue 2008.

I deputati europei hanno adottato una risoluzione nella quale chiedono all’Ue di «adattare i suoi strumenti di prevenzione, di ricerca, di gestione dei rischi, di protezione civile e di solidarietà».
Per rispondere meglio ai bisogni delle vittime ed alle necessità di recupero ambientale il Parlamento Ue alla Commissione Europea di «mobilitare l´attuale Fondo di solidarietà con la più grande flessibilità possibile, nel più breve periodo e evitando le lentezze di procedure e gli ostacoli amministrativi».

La risoluzione constata che «le risorse di cui dispongono gli Stati membri per lottare contro gli incendi forestali, in particolare i dispositivi aerei, sono limitati» e sostiene «la creazione di una Forza europea che sia in grado di reagire immediatamente in caso d´urgenza, come proposto dal rapporto del commissario europeo Michel Barnier».

Sperando che migliori la prevenzione degli incendi, i deputati Ue chiedono agli Stati membri che «facciano applicare le loro legislazioni in materia di protezione delle foreste e che si astengano di procedere alla commercializzazione, alla riclassificazione ed alla privatizzazione delle foreste per limitare le intrusioni e la speculazione» ma chiedono anche di «indurire le sanzioni penali applicabili agli autori di atti criminali che portano pregiudizio all’ambiente, in particolare per le persone che sono all’origine degli incendi forestali».

Ma il cambiamento climatico non viene dimenticato e i parlamentari europei invitano «gli Stati membri ad agire in vista delle realizzazione degli obiettivi di Kyoto e domandano alla Commissione di prendere iniziative per garantire il rispetto degli impegni di Kyoto ed il loro prolungamento».

Per quanto riguarda la riforestazione I deputati chiedono che «tutte le zone forestali bruciate conservino la loro vocazione forestale e siano oggetto di programmi di rimboschimento», ma questo deve avvenire sotto un controllo della Commissione Ue «corretto, efficace di tutti i fondi d´urgenza e chiedere il rimborso dell´aiuto comunitario in caso d´utilizzo abusivo, per esempio in caso di non esecuzione dei piani di riforestazione».

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