[06/09/2007] Comunicati

Iucn: la desertificazione si batte con le comunità locali e le Ong

LIVORNO. All’ottava Conferenza sul Parties of the United Nations Convention to Combat Desertification, in corso a Madrid, la World conservation union (Iucn) ha chiesto alla Convenzione Onu più soldi e maggiore coinvolgimento per le comunità locali per poter davvero fermare la desertificazione. Secondo l’Iucn il contrasto al degrado delle zone aride e l´adattamento al cambiamento climatico saranno possibili solo se governi, società civile e l’insieme delle istituzioni da sosterranno le comunità locali

Caterina Wolfangel, intervenendo alla conferenza di Madrid a nome dell’ Ecosystem management programme dell’Iucn ha detto che «il ruolo delle comunità e delle Organizzazioni non governative locali deve essere rinforzato attraverso una migliore partecipazione alle discussioni ed alla risoluzione dei problemi, con la fornitura di i mezzi finanziari, la costruzione di capacità di gestire sistemi migliori per l’informazione e la compartecipazione delle conoscenze»

La rappresentante dell’Iucn ha ulteriormente evidenziato la necessità di riconoscere il valore ed il potenziale economico delle terre aride come ecosistemi resilienti e produttivi. Inoltre ha suggerito che venga controllato l’uso sostenibile delle terre aride, considerandone le loro specifiche caratteristiche e non provando a trasformarle in qualcos´altro.

La convenzione Onu per combattere la desertificazione e la collaborazione internazionale per combattere il degrado dei suoli e la povertà delle zone aride sono strade che si incrociano, anche se dopo la sua sottoscrizione oltre 10 anni fa la convenzione Onu é criticata da più parti per la sua insufficiente consapevolezza del problema ed accusata di muoversi da basi scientificamente deboli.

Le zone aride, la degradazione dei suoli, la povertà e l´adattamento al cambiamento climatico nelle aree colpite da siccità per l’Iucn ricevono un’attenzione ancora troppo bassa a livello internazionale rispetto alle grandi sfide che sono di fronte a questi fragili ecosistemi che coprono più del 40% della superficie terrestre e dove vivono più di 2 miliardi di persone e la maggior parte dei poveri e dei più vulnerabili del mondo.

Dal summit di Madrid é intanto venuto l’appoggio ad una bozza di programma strategico di dieci anni che prevede obiettivi più concreti per la Convenzione, ma senza un impegno finanziario e un aggiornamento progettuale c’é il pericolo che questa strategia non possa sviluppare tutte le sue potenzialità.

La Iucn sta svolgendo un lavoro di informazione e coordinamento di varie attività alla Conferenza delle parti di Madrid anche con l’organizzazione di due eventi collaterali, uno sul ruolo dei decisori locali nel combattere la desertificazione e l’altro sull’importanza economica delle zone aride nei servizi ecosistemici e della loro integrazione nelle pianificazioni di sviluppo nazionale.

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